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Scritto da Redazione   
Martedì 01 Gennaio 2008 01:00
Alla cortese attenzione del direttore Antonello De Pierro.

Ormai sono cosciente di lavorare in un?azienda!

Quando, anni fa, decisi di fare l?insegnante e fui assunto nella scuola in quel ruolo, non immaginavo certo di dover operare in un?azienda. Anzi, ero convinto che il mondo della scuola fosse totalmente estraneo ed immune da ogni logica capitalista. Anche per questo scelsi l?insegnamento, che reputavo una professione creativa e pensavo offrisse molto tempo libero, un bene pi— prezioso del denaro!

A distanza di anni dal mio esordio lavorativo, eccomi catapultato in un ingranaggio di fabbricazione industriale, con la differenza che nella scuola non si producono merci di consumo. Del resto, non mi pare di aver ricevuto una preparazione idonea ad un?attivit… manifatturiera - ma si sa, viviamo nell?era della ?flessibilit…?!

Ormai sento sempre pi— spesso adoperare un lessico tipicamente imprenditoriale: termini e locuzioni come ?economizzare?, ?profitto?, ?utenza?, ?competitivit…?, ?produttivit…?, ?tagliare i rami secchi? e via dicendo, sono diventati di uso assai comune, soprattutto tra i cosiddetti ?dirigenti scolastici? che non sono pi— esperti di psico-pedagogia e didattica, ma pretendono di essere considerati ?presidi-manager?!

Perlomeno, in tanti si proclamano e si reputano ?manager?, ma sono in pochi a saper decidere abilmente come e perch‚ spendere i soldi, laddove ci sono.

Inoltre, anche nella Scuola Pubblica si sono ormai affermati tipi di organigramma e metodi di gestione mutuati dalla struttura manageriale dell?impresa neocapitalista.

All?interno di questo assetto gerarchico sono presenti vari livelli di comando e subordinazione. Si pensi, ad esempio, al ?collaboratore-vicario? che, stando all?attuale normativa, viene designato dall?alto, direttamente dal dirigente ( prima, invece, era il Collegio dei docenti che eleggeva democraticamente, cioŠ dal basso, i suoi referenti, a supportare il preside nell?incarico direttivo ).

Si pensi alle R.S.U., ossia i rappresentanti sindacali che sono eletti dal personale lavorativo, docente e non docente. Si pensi alle ?funzioni strumentali?, ossia le ex ?funzioni-obiettivo?.

In altri termini, si cerca di emulare, in maniera comunque maldestra, la mentalit… economicistica, i sistemi ed i rapporti produttivi, i comportamenti e gli schemi psicologici, la terminologia e l?apparato gerarchico, di chiara provenienza industriale, all?interno di un ambiente come la Scuola Pubblica, cioŠ nel contesto di un?istituzione statale che dovrebbe perseguire come suo fine supremo ?la formazione dell?uomo e del cittadino? cos come detta la nostra Costituzione (altro che fabbricazione di merci! ). E? evidente a tutte le persone dotate di buon senso o di raziocinio, che si tratta di uno scopo diametralmente opposto a quello che Š l?interesse primario di un?azienda, cioŠ il profitto economico privato.

La Mor-Attila e i vari ?manager? della scuola, in buona o in mala fede confondono tali obiettivi, alterando e snaturando il senso originario dell?azione educativa, una funzione che Š sempre pi— affine a quella di un?agenzia di collocamento o, peggio ancora, a quella di un? area di parcheggio per disoccupati permanenti.

Ma perch‚ nessuno mi ha avvertito quando feci il mio ingresso nella scuola?

Probabilmente, qualcuno potrebbe obiettare: ?Ora che lo sai, perch‚ non te ne vai??.

Ma questa sarebbe un?obiezione aziendalista e come tale la rigetto!



Lucio Garofalo

 

        

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