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Un film orrendo PDF Stampa
Scritto da Redazione   
Martedì 01 Gennaio 2008 01:00
All'attenzione del direttore Antonello De Pierro.

Ho visto il film di Mel Gibson, ?The Passion? (il titolo in italiano Š ?La passione di Cristo?) mandato in onda su RAI 1 la sera di Pasqua, addirittura in prima serata.

Francamente ho assistito ad un film inguardabile, eccessivamente truculento e vomitevole.

Un film da vietare, in quanto Š in grado di atterrire e inorridire persino il pi— feroce serial killer. Eppure Š stato trasmesso in televisione, su una rete pubblica, esattamente sul primo canale nazionale, in una fascia oraria che viene abitualmente classificata come ?protetta? per i minori.

La mia riflessione non Š mossa da un proposito bigotto e farisaico, degno di un baciapile, anzi.

A scanso di equivoci preciso subito che non amo per nulla la censura, al contrario la detesto e sono ostile ad ogni forma di censura e divieto, di ispirazione politica, ideologica, religiosa, tranne la censura fondata su autentici e rigorosi giudizi di ordine estetico ed artistico.

Ebbene, proprio in virt— di motivazioni estetiche confesso di essere stato nauseato dal film di Mel Gibson, un autore/attore che critico soprattutto per il suo pessimo gusto, oltre che per il suo insopportabile integralismo religioso e per il suo fanatismo antisemita che Š fin troppo palese. Inoltre, non si pu• ignorare che il signor Gibson, prima di tentare la fortuna come regista, si Š affermato sulla scena dello starsistem hollywoodiano come attore protagonista di film il cui tasso di violenza e raccapriccio Š sempre stato assai elevato e fastidioso.

Come autore e regista Mel Gibson non poteva certamente smentirsi.

A mio modesto avviso, il suo film Š presuntuoso e velleitario in quanto ha la presunzione e la pretesa di essere realistico, ma Š semplicemente orrido e sadico, impregnato di un oltranzismo religioso e politico di segno reazionario e razzista. In fondo, le aspre polemiche che accompagnarono l?uscita del film nelle sale cinematografiche erano pi— che giustificate.

Il film di Gibson Š esageratamente e inutilmente ?realista? e fantasioso insieme, crudelmente iper-realista e mistificante, un film a cui si pu• probabilmente riconoscere un solo ?merito?, se di merito si pu• parlare, e nemmeno tanto pregevole essendo in netta discordanza con il resto, ossia l?aver restituito, almeno in apparenza, un tratto di autenticit… sotto il profilo dell?identit… linguistica nel contesto storico-ambientale di riferimento, in quanto all?epoca di Ges— l?aramaico era la lingua parlata dagli Ebrei, mentre il latino era l?idioma usato da Pilato e dai i Romani.

Tuttavia, in questo dato non c?Š nulla di veramente nuovo e straordinario.

Semmai, come dicevo, si rileva una netta dissonanza, una stonatura, nel senso che la presunta e pretenziosa fedelt… dei dialoghi agli idiomi originali (aramaico e latino) contraddice vistosamente con l?eccesso di fantasia e di mistificazione storico-culturale, anche rispetto alla narrazione dei Vangeli, a cominciare dai Vangeli sinottici di Luca, Marco e Matteo, laddove si evince chiaramente che la vera causa per cui Ges— venne condannato a morte fu la rivolta contro i mercanti del Tempio di Gerusalemme. Questo atto di ?sedizione? di stampo anarchico ante-litteram fu la vera ?blasfemia? commessa da Ges—, poich‚ il gesto era un vero e proprio attentato contro il fariseismo dell?epoca, contro il potere ipocrita e affaristico imposto dai sacerdoti del Sinedrio, qualcosa di simile al ribellismo dei giovani odierni contro i MacDonald?s, visti come simboli dell?economia del mercato globale, delle sue ingiustizie e disuguaglianze sociali, delle sue violazioni dei diritti umani pi— elementari, a cominciare dal diritto alla salute.

Certo, esistevano anche altre ragioni, ma la classica goccia che fece traboccare il vaso fu proprio la brusca cacciata dei mercanti dal Tempio di Gerusalemme. Per questo il Sinedrio (neanche nella sua totalit…) decise di far arrestare Ges—, per consegnarlo ai Romani che lo crocifissero. D?altronde la crocifissione era la pena capitale prevista dal diritto romano per i ?sediziosi? e i ?sovversivi?, e fu applicata in tantissimi casi di insurrezioni politiche e sociali.

A titolo emblematico mi limito a citare la famosa rivolta degli schiavi capeggiati da Spartacus.

Faccio queste puntualizzazioni (provando ad attenermi non solo ai Vangeli sinottici prima menzionati, ma anche ad altre fonti storiche) per smascherare l?acceso, estremo e rozzo antisemitismo che trasuda da ogni sequenza della pellicola cinematografica di Mel Gibson.

Del resto non occorre un grande sforzo dialettico per dimostrare una verit… cos manifesta.

Tuttavia, aggiungo altre osservazioni relative all?estetica grottesca e primitiva del film, che concede troppo, in modo insulso, perverso e grossolano, alle sequenze sceniche pi— orripilanti.

Quello di Mel Gibson Š un film sulla figura di Ges—, anzi sulla passione di Cristo, ma non presenta e non suggerisce alcunch‚ di spirituale e poetico, essendo totalmente privo di speranza, di gioia e di amore, che pure sono i valori pi— autentici e preziosi trasmessi e contenuti nel messaggio evangelico, mentre indulge eccessivamente ad immagini di orrore, sangue e violenza, nella peggiore tradizione horror splatter del cinema hollywoodiano.

La cruda rappresentazione, che pretende d?essere realistica, del supplizio di Ges—, Š forse fin troppo realistica e brutale, a tal punto da diventare fantastica, stucchevole e spettacolaristica. In alcuni tratti la descrizione risulta quasi patologica e agghiacciante, nella misura in cui offre una morbosa e minuziosa ricostruzione di dettagli cruenti e sanguinosi, dal momento in cui Cristo viene fatto prigioniero dalle guardie del Sinedrio, quindi viene consegnato ai soldati romani che lo flagellano senza piet…, martoriandone la carne con armi sempre pi— terrificanti, e attraverso una massacrante via crucis si giunge alla sequenza riservata alla crocifissione, nella quale il regista non risparmia alcun orrore, come del resto in tutto il film, ma propone un?overdose massiccia di strazianti violenze, con varie fratture di ossa e altri tormenti inflitti sul corpo di Ges—, eccedendo in una riproduzione ultra-spettacolare che Š puramente gratuita e scurrile e si poteva facilmente evitare.

Il ribrezzo e il disgusto trascendono ogni limite nel momento in cui si pensa che l?inaudita volgarit… del film si annida (neanche tanto) dietro un?ipocrita parvenza di raffinatezza e ricercatezza linguistica, che occulta invece un bieco tentativo di mistificazione storico-culturale e un?operazione ideologica di stampo reazionario e antisemita.

Sin dall?inizio del film si ravvisa tale intento propagandistico, almeno io l?ho colto in quanto Š fin troppo evidente il tentativo di demonizzazione compiuto da Gibson rispetto alle azioni, ai comportamenti e alle presunte responsabilit… degli Ebrei rispetto alla morte di Cristo.

In modo particolare nella prima parte del film, quando Ges— viene arrestato dalle guardie del Sinedrio, viene processato e giudicato dai sacerdoti e poi quasi linciato dalla folla inferocita, il popolo ebraico (non dimentichiamo che Ges— era un Galileo, un Israelita, ed era amato dalla sua gente, soprattutto dalle masse reiette e diseredate che lo accolsero trionfalmente al suo ingresso a Gerusalemme) viene dipinto come una stirpe abietta, fanatica, maledetta, nei termini di un ?popolo deicida?, seguendo la tradizione dell?antisemitismo ideologico classico.

Insomma il regista ha compiuto precise opzioni di natura politico-religiosa, ed ha scelto il tipo di estetica cinematografica che gli era pi— consona, anche per subdole finalit… commerciali.

Pertanto, confermo le mie convinzioni in merito al cattivo gusto artistico di Mel Gibson, e ribadisco la necessit… e l?opportunit… di censurare e vietare il film per motivi estetico-creativi.

Di sicuro non era un film da proporre ad un pubblico come quello di RAI 1 in prima serata, quando Š noto a tutti che a quell?ora anche i bambini (milioni di bambini) restano davanti al video, spesso privi di qualsiasi sorveglianza da parte degli adulti.

A mio parere Š stata una decisione assolutamente irresponsabile ed infelice assunta dalla RAI.

Se i dirigenti dei network nazionali, addirittura della principale rete televisiva (di un ente pubblico come la RAI, a cui versiamo un canone annuo) scelgono di mandare in onda un film talmente disdicevole e diseducativo, non solo per i bambini, non dobbiamo meravigliarci che il signor Berlusconi e la sua banda di criminali e sovversivi legalizzati riescono ancora a riscuotere quasi il 50% dei consensi dell?elettorato nazionale, ossia la met… circa dei voti di un popolo che si Š abbrutito e imbarbarito dopo oltre un ventennio di Tv spazzatura.



Lucio Garofalo



 

        

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