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Home Lettere al Direttore Azospermia: vi racconto la mia incredibile storia

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Azospermia: vi racconto la mia incredibile storia PDF Stampa
Scritto da Redazione   
Martedì 01 Gennaio 2008 01:00
Egregio direttore,
le scrivo, con la sola intenzione di far conoscere, questa mia drammatica vicenda, dall?esito fortunatamente positivo, a tutti coloro i quali, nel dover affrontare, durante il corso della propria vita, un? esperienza simile alla mia, possano trarne le dovute conclusioni ed ove possibile un giovamento.
Intenzionalmente quindi, cercher• di non esprimere pareri soggettivi sull?accaduto, limitandomi, per quanto la mia natura umana lo consenta, alla pura descrizione dei fatti e del mio stato d?animo.

Gentile lettore
Se avrai la pazienza di leggermi e troverai il tempo per riflettere su questa storia, mi farai felice, ed io forse, ti eviter• di incontrare l?amarezza che mi porto dentro.

Sono un uomo di 39 anni, felicemente sposato da 8 con una magnifica donna di 30; come la significativa maggioranza delle coppie , io e la mia consorte, sogniamo di avere uno o pi— bambini da crescere ed accudire; tuttavia, lo sappiamo tutti, i sogni non sono certezze e come spesso accade, ad un intenso desiderio, non corrisponde mai una facile realizzazione; anche noi non sfuggiamo a questa triste sentenza, che ci ha portato a distanza di un anno dal nostro matrimonio a chiederci come era possibile che ancora ,nonostante tutti gli ?sforzi?, il frutto del nostro amore non fosse in arrivo.

Coscienti di un ipotetico problema, ma ingenuamente speranzosi, abbiamo deciso di effettuare un semplicissimo esame del mio sperma (abbiamo iniziato da questo poich‚ in tenera et… sono stato operato di criptorchidismo), per verificarne l?effettiva funzionalit…, senza comunque credere davvero in quello che facevamo e senza immaginare lontanamente quello che da l a poco, avremmo dovuto sopportare per lungo tempo.
Consegnato il campione ad un centro analisi locale, con estrema disinvoltura per non farci scoprire (come se a qualcuno interessasse veramente di noi), dopo poche ore abbiamo ritirato il risultato, conservato in una anonima busta bianca, ermeticamente sigillata, silenziosa almeno quanto la segretaria che c?e lo ha consegnato; una innocua busta leggerissima, ritirata con la stessa disinvoltura di prima ma che da l a poco avrebbe condizionato la mia vita e quella di mia moglie, in maniera indelebile fino ad oggi e forse per sempre.

Il contenuto di quel mostro recitava pi— o meno cos:
spermatozoi mobili n. 0000- spermatozoi immobili n. 0000.
Mentre il sangue mi si irrigidiva guardavo intontito mia moglie e ripassavo l?alfabeto dei numeri per capire se lo zero venisse prima dell?uno o viceversa, ma anche l?ignoranza in questo caso non mi ha aiutato, era una questione matematica , non c?erano dubbi , lo zero certamente valeva meno dell?uno.(sciuponi, quanti zeri,a me ne bastava uno solo).

Trascorse alcune ore di meraviglia e di lunghi imbarazzanti silenzi , era giunto il momento di reagire, di passare al contrattacco, il risultato Š errato abbiamo pensato, succede spesso, sicuramente non Š il nostro (come se in quel centro quel giorno avessero fatto centinaia di esami dello sperma) e poi quel laboratorio quasi fatiscente che garanzie ci d…!, vedrai amore lo rifaremo ed andr… tutto per il meglio, continuavamo a ripeterci..
Nelle seguenti settimane, come facilmente potete intuire, i ripetuti esami confermarono la sentenza abominevole: allo stato attuale delle cose non eravamo in grado di avere figli; accettare la nostra situazione non Š stato facile ma lo Š stato ancor di meno chiedere a mia moglie se volesse continuare a vivere con me!.



Ora facciamo sul serio, dovevamo trovare insieme una soluzione, una qualunque dannata soluzione che ci consentisse di realizzare quel nostro sogno che a tanti era gi… riuscito e che a noi per il momento sembrava precluso.

Dopo aver spiegato a tutti, in rigoroso ordine di parentela, la nostra situazione (per la verit… qualcuno non lo abbiamo informato) siamo stati indirizzati verso un eminente andrologo del Policlinico (oops! ormai Š scappato, spero che in Italia non esita solo quello che conosco io) con l?intenzione di sottopormi ad una visita chiarificatrice e capire un po? meglio le reali aspettative del nostro caso.
Il giorno atteso non tard• ad arrivare e l?eminente professore fece il suo lavoro, con estrema solerzia una volta, poi un suo allievo una seconda ed infine una terza un suo vecchio amico, il risultato fu semplice e chiaro, ?dobbiamo intervenire chirurgicamente per prelevare una piccolissima porzione di testicolo e verificare se la spermiogenesi Š presente oppure si Š arrestata? furono le sue lapidarie parole.
I giorni trascorrono lentamente tra mille analisi ed il momento in cui conosceremo, forse, la definitiva verit… si avvicina inesorabile.

Mi trovo finalmente seduto su una anonima lettiga, con la testa rivolta al soffitto, vestito con una tunica bianca contando ripetutamente, per ingannare l?attesa, le crepe del muro che mi si affacciano davanti, quando all?improvviso il mio letto inizia a muoversi e spinto da una magica forza ( il portantino) si infila in un lungo corridoio, entra in una sala e si posiziona lateralmente rispetto ad un
tavolaccio in acciaio freddo ed inospitale; mi trasferisco lentamente e goffamente sulla mia nuova prossima dimora, tentando di stirare quella corta ed orrenda tunica bianca ,quando,con fare veloce e sicuro mi si avvicinano 2 chirurghi e mi spiegano con poche ma comprensibili parole che tra poco daranno inizio all?intervento; le ovvie e tenaci manipolazioni dei due energumeni termineranno nel giro di una ventina di minuti lasciandomi fortemente dolorante.

Sono trascorse circa due ore ed Š giunto il momento di tornare nel mio reparto che si trova in una palazzina attigua a quella in cui ora mi trovo.

Finalmente qualcuno mi si avvicina ed io ormai rinfrancato, faccio per alzarmi, ma gentilmente mi viene comunicato che non posso ancora muovermi e che penseranno loro al breve trasporto nel mio reparto, quindi il mio letto mobile sul quale ora sono disteso, riprende la via del ritorno, passiamo un arco,un secondo ed entriamo in un ascensore, scendiamo lentamente al piano terra e ci troviamo in un grande atrio con delle scale che portano all?uscita, ed Š a questo punto che avviene l?inspiegabile, il portantino mi chiede di scendere dalla mia ?auto? e percorrere quelle scale per recarmi al mio reparto di degenza, ma! Come?, non dovevo muovermi due minuti fa!, ed ora posso scendere le scale?, inspiegabile certo, almeno in apparenza; comunque per nulla convinto ed ancora seminudo percorro quei pochi scalini ed intravedo un autoambulanza con il suo personale che mi fa cenno di accomodarmi, mi guardo intorno, forse sono su ?scherzi a parte? o forse pi— realisticamente non ce l?anno con me!, ma no! I due tizi insistono, vogliono che salga su quel camioncino,un rapimento? Penso allora, ma che se ne fanno di me?, entro sbigottito nel mezzo e chiedo spiegazioni della vicenda, ricordando ai due tizi che il mio reparto si trova a venti metri di distanza e che posso raggiungerlo a piedi, i due tizi porgendomi i vestiti mi dicono che non posso muovermi e che quei venti metri(ve lo giuro,sono sicuramente meno) li percorrer• in ambulanza.
Avete mai provato a vestirvi in una scatola alta un metro e mezzo senza sedia dopo un intervento chirurgico? Immagino di no!,ebbene io l?ho fatto e vi assicuro, non mi Š piaciuto per nulla ,ma l?importante Š riuscirci.
Dimenticavo? i due piloti di prima, ho saputo che erano intervenuti per sostituire il portantino del mio reparto che non era disponibile, ma visto che loro sanno solo guidare, non potevano spingere il mio letto fino al reparto ma solo veicolarmi davanti all?ingresso, ed astutamente il reparto della sala operatoria non poteva lasciarmi andare da solo, in quanto il regolamento non lo prevedeva ma non prevedeva nemmeno il trasporto a loro carico verso il mio reparto di destinazione e quindi?. l?autoambulanza Š sembrata la cosa pi— logica. (credetemi Š tutto vero)

Dopo alcuni giorni i risultati della mia biopsia testicolare sono pronti e finalmente conosceremo il nostro destino; al cospetto dell?esimio professore, ci viene spiegato che la mia azospermia Š di tipo secretorio e tuttavia esiste la possibilit… di reperire spermatozoi per poi impiegarli in una procedura di fecondazione assistita.

Che vi devo dire?
Poteva andarci meglio ma poteva andarci peggio, ora almeno esiste una speranza di raggiungere il nostro obbiettivo,difficile da percorrere ma non impossibile.

Dopo esserci ripresi dalle mille emozioni trascorse, dalle decine di analisi cliniche effettuate Š ora di guardarsi intorno e capire in quale modo possiamo affrontare il nostro problema.

Innanzi tutto abbiamo appreso che la nostra terapia Š chiamata I.C.S.I. ,che il suo costo approssimato per difetto si aggira intorno ai 5000 euro presso alcune strutture private (i prezzi sono stranamente tutti uguali ) e che le speranze di successo,vista la giovane et… di mia moglie sono di poco inferiori al 30%.

Considerando che all?epoca eravamo molto giovani e che le nostre risorse finanziarie sono andate perse con il matrimonio, considerando che l?unica entrata Š rappresentata dal mio stipendio ed i nostri genitori non possono in alcun modo aiutarci, ci sembr• opportuno tentare di risolvere il nostro problema utilizzando le strutture sanitarie nazionali;dovete sapere che nella nostra cara Italia esistono 2 sole strutture che effettuano la I.C.S.I, una si trova a Bologna ed una a Palermo, e la prima se pur notevolmente distante da noi sembra poterci interessare.

Da buon ipotetico padre di famiglia contatto immediatamente l?ospedale S.Orsola di Bologna,centro a detta di molti preparato e funzionale, alla fine riesco a parlare con il reparto che mi interessa,quello della riproduzione umana, dove convengo che un appuntamento ed una serie di analisi preventive mi consentiranno di essere messo in lista per effettuare la mia I.C.S.I.

Il giorno 8 aprile 1999, fiducioso, contento di andare incontro al mio futuro, ci dirigiamo,io e mia moglie, alla volta di Bologna, dove arriveremo con largo anticipo sull?orario della visita; entrati in ospedale, ci dirigiamo immediatamente presso il reparto che a noi interessa,dove veniamo,in breve tempo ricevuti da un medico qualificato, in forza presso la struttura di riproduzione umana ,che salutandoci amichevolmente ci richiede le analisi preparate ed inizia a spiegarci l?iter delle terapie a cui saremo sottoposti.
Al termine di questo colloquio ed a conferma della nostra richiesta, il medico ci rilascer… un numero,il 387, prelevandolo da un terminale, associando ad esso i nostri nominativi e spiegandoci che questa numerazione simboleggia l?attuale progressivit… della lista di attesa in cui siamo stati inseriti; il medico poi con estrema cortesia ci avviser… comunque di aspettarci la loro chiamata entro i prossimi tre anni,termine auspicabile entro il quale si sarebbe esaurita la lunga lista dei pazienti inscritti prima di noi ed in attesa di una fecondazione.

Nei giorni seguenti le discussioni con mia moglie sono state frequenti e tutte volte a stabilire se aspettare o no, tre anni, prima di tentare qualcosa, oppure viceversa intraprendere immediatamente un azione presso una clinica privata che ci avesse accolto in tempi estremamente pi— rapidi.
La vinsi io quella volta, le mie ragionevoli argomentazioni, quasi tutte volte a farle notare che non avevamo assolutamente il denaro sufficiente per affrontare un tale percorso, la convinsero suo malgrado, ed con evidente malumore decidemmo di aspettare il tempo richiesto.

Tuttavia in noi il crescente desiderio di avere un bambino non ci consentiva di stare con le mani in mano, ed allora, presi da una grande euforia ci decidemmo a contattare nuovamente le istituzioni pubbliche al fine di intraprendere il lungo,lunghissimo,interminabile iter dell?adozione.
Questa Š comunque un'altra splendida storia che forse un giorno mi decider• a raccontarvi, ricca anch?essa di emozioni fantastiche e soprattutto di folli spese ed inutili tempi morti.

Nei due anni seguenti continuai a contattare telefonicamente l?ospedale S.Orsola di Bologna per sincerarmi del corretto proseguire della lista di attesa, fino a quando, un bel giorno qualcuno, credo fosse un resp.di laboratorio, invece di rassicurarmi,come di consueto, sull?evoluzione della nostra posizione mi disse:
?Caro sig. --------, sono spiacente di comunicarle che purtroppo presso il nostro reparto non prevediamo di effettuare I.C.S.I. in quanto non possiamo garantire la contemporanea disponibilit… della sala operatoria per lei e della strumentazione adeguata al caso per sua moglie??.!!??? ?si potrebbe tentare di effettuare comunque un prelievo testicolare nella sua regione e trasportare il materiale da noi, per effettuare quindi l?inseminazione, ovviamente tutto a suo carico,visto che noi non disponiamo dei mezzi necessari per garantirle assistenza neppure in questo caso?.
Grazie! Risposi educatamente in lacrime,era quello di cui avevo bisogno oggi.

Nei giorni seguenti, parlammo molto, io e mia moglie,ci consultammo con molte persone ed alla fine di tutto, decidemmo di lasciar perdere il S.Orsola e di dedicarci ad altre pi— ragionevoli e sicure alternative.

Non crediate che siamo arrivati a tale decisione con leggerezza, ci sono voluti giorni per smaltire l?incredibile,assurda realt…; mi sono dovuto convincere pi— volte di non utilizzare bombe, pistole ,avvocati e denunce contro l?ospedale, prima di dedicarmi veramente all?unico vero obbiettivo da raggiungere.

Oramai non serve leccarsi le ferite, rimpiangere scelte sbagliate, maledire medici e professionisti che avrebbero dovuto dire e non hanno detto ,che avrebbero potuto fare e non hanno fatto, ora dobbiamo nuovamente ricominciare, ora dobbiamo trovare il denaro per tentare la via del privato.

Sono trascorsi due anni, durante i quali siamo riusciti a procurarci il denaro sufficiente per affrontare il nostro problema e finalmente siamo pronti per ripartire nuovamente, per affrontare ancora il mondo misterioso della fecondazione artificiale.

Con mia moglie ho pianificato una serie di interviste ad alcune cliniche private, con l?intenzione di saggiare la preparazione e la consistenza delle strutture alle quali ci saremo in futuro affidati,volendo questa volta cautelarmi maggiormente.
La nostra prima visita l?abbiamo fatta ad una piccola clinica, non troppo distane da noi, siamo stati ricevuti dietro appuntamento ed entrati nella stanza?.

lui- Buongiorno?. I coniugi?
io- Si siamo noi un poco in anticipo
lui- accomodatevi prego
lui- allora ditemi cosa posso fare per voi?
Io- siamo qui per valutare quali sono i vostri risultati in merito alla fecondazione artificiale I.C.S.I
Per i prossimi 10 minuti il professore che avevamo di fronte, fece e disse di tutto tranne l?unica cosa che ancora non sapevamo, quali percentuali di successo avessero ottenuto: a nulla valse la cortesia, a nulla la scortesia, di sapere quella percentuale non c?era verso.
Seccati, per il tempo perso, dopo aver ringraziato per la disponibilit… ci siamo velocemente incamminati verso l?uscita ignari del fatto che?
DOVEVAMO PAGARE!
Gi… bisognava pagare la prestazione, le inutili chiacchiere del professore,il continuo ciarlare di argomenti, da noi straconosciuti e soprattutto il costante silenzio all?unica risposta che veramente volevamo; dovevo pagare una semplice informazione? Che tra l?altro non ho ricevuto? .
Bene sapete come Š finita?
Io- Se volete dei soldi denunciatemi pure, grazie e arrivederci.

Caro lettore,ti garantisco che questo comportamento villano ed insolente, non rientra nella routine delle mie azione, tuttavia quella volta giustificai me stesso per l?atto compiuto.

Nei giorni seguenti continuammo la nostra ricerca ma senza ottenere risultati soddisfacenti , fino a quando la ginecologa di mia moglie,colta da illuminante frenesia, si ricord• di avere un caro amico che proprio di questo si occupava.

Presi un appuntamento con la clinica in cui questo medico operava e dopo averlo incontrato ed a lungo dialogato cominciammo l?iter della stimolazione ovarica che avrebbe sottoposto mia moglie ad un estenuante percorso, fatto di ecografie ed iniezioni, di attese e preoccupazioni,di lunghe code in attesa di una visita (sempre privatamente ed a caro prezzo), fatto di continue piccole umiliazioni, di colloqui con medici spesso troppo impegnati che ti trattano come quando vai dal panettiere ed Š ormai ora di chiusura, non una parola in pi— ma quasi sicuramente una in meno.(il tempo Š denaro)

Il nostro percorso,abbiamo convenuto con il medico,ci avrebbe portato il 10-02-2003 ad effettuare una nuova biopsia testicolare e quindi,in caso di esito positivo (ovviamente scontato visto la precedente) il prelievo degli ovuli giunti a maturazione.

Oggi 10-06-2003 mi sono svegliato di buon ora, tanto avr• il tempo di dormire dopo, ho eseguito la preparazione di routine per il mio piccolo intervento, nessuna colazione ma solo una ?sniffata? di caffŠ e sono pronto con la mia piccola e speranzosa famigliola per recarmi in clinica.

I pensieri che affollano il tragitto per raggiungere la clinica sono numerosi e non vi nascondo, anche la paura dell?intervento non di rado si affaccia alla mia stupida mente,il buon senso e l?innata virilit… dell?uomo nascondono tuttavia le emozioni che provo, a beneficio,almeno credo, di mia moglie, che oggi e per la prima volta, con ogni probabilit… si sottoporr… al prelievo degli ovuli.
Il solito letto, il solito acciaio ed in un battibaleno incontro i miei ?pupi?, teneramente per mano li conduco sulle rive di un lago e giocando con loro ringrazio chi ha permesso tutto questo.

La favola Š finita ed il sogno sfumando si dilegua Š ora di tornare alla realt…,l?effetto dell?anestetico svanisce per sempre, le lacrime di mia moglie inumidiscono il mio volto svegliandomi definitivamente dall?innaturale torpore; perch‚ queste lacrime? ? l?irragionevole gioia ha forse colpito?

NON HANNO TROVATO NULLA !!!

Queste le parole che mi hanno svegliato quel maledetto 10-06-2003.

I lunghi respiri non servono proprio a nulla credetemi, soprattutto non servono quando le spiegazioni del medico della clinica e la sua disinvoltura ti raggiungono in pieno dicendoti di desistere da qualunque altro tentativo,visto che dopo alcune ore di ricerca al microscopio non si erano rinvenuti spermatozoi; le precise parole non le ricordo ma il senso certo non mi sfugge, il mio sogno non si poteva avverare, non c?erano speranze, nulla che obbiettivamente si potesse tentare mi disse.
In quel momento l?unica cosa che riusc a chiedere fu l?esame istologico di un frammento prelevato dal mio testicolo ed anche questo per ragioni tecniche mi fu negato.

I mesi seguenti si susseguirono velocemente ma in fondo al mio cuore c?era ancora una fiammella una illusoria speranza, quella dell?errore, quella del tutto non Š stato fatto, quella di mio suocero che incalzava dicendomi riprovaci (grazie Giovanni).

In punta di piedi, tornai dall?andrologo del Policlinico, sottoponendogli tutti gli sviluppi del caso e rammentandogli i risultati ottenuti nella ?sua? struttura.
Questo stimato professionista, per nulla intimorito dagli esiti sfavorevoli ottenuti in clinica, mi disse dopo avermi nuovamente visitato:
Caro sig.------- io continuo oggi a ritenere che il suo caso abbia una buona probabilit… di successo e le consiglio pertanto di recarsi presso la clinica---- e di consultarsi con il prof.----.

La gioia nel sentirmi dire quelle parole fu davvero ineguagliabile quella tenue fiammella riprendeva vigore e mi concedeva ancora l?energia necessaria per un nuovo tentativo.

Trascorsi alcuni giorni, ottenemmo un appuntamento con il direttore scientifico di questa clinica e concordammo un nuovo protocollo da utilizzare, che prevedesse, ovviamente una biopsia testicolare, ed un congelamento degli eventuali miracolati spermatozoi rinvenuti.
Mi sincerai, raccomandandomi molte volte, che l?intervento fosse eseguito dal professore che mi aveva incoraggiato pochi giorni prima e che operava una volta alla settimana presso di loro.

Mi ritrovo nuovamente disteso sul letto della sala operatoria in attesa di subire una anestesia questa volta locale,(volevo controllare cosa facessero) che porter… ad un nuovo prelievo di tessuto nel quale i miei spermatozoi dovrebbero alloggiare.
Lo staff gentilissimo mi da chiacchiera,ed il mio chirurgo preferito, affabile e sicuro procede con l?intervento, spiegandomi in ogni momento cosa stava avvenendo fino a quando ad un certo punto estrae un minuscolo campione di materiale e lo consegna velocemente ad una graziosa biologa (per la verit… si intravedeva solo la punta del naso,ma a me sembr• comunque un angelo) che in tutta fretta si diresse in una stanza attigua con il manifesto intento di esaminare quel prezioso reperto;
in pochi minuti l?angelo riapparve varcando la linea verde della sala operatoria e confabulando con il professore mi annunci• che?
?Ho trovato,dopo una ricerca di pochi secondi alcuni spermatozoi,vivi e vegeti e che sicuramente in quel campione,con una ricerca pi— attenta ne sarebbero stati rinvenuti molti altri.?.
L?applauso dello staff e le mie lacrime si legarono indissolubili, quasi che il pap… non fossi solo io, quasi che tutti loro non erano l solo per lavoro ma anche in qualit… di parenti stretti e forse un po? lo erano davvero.

Nei giorni seguenti,incontrammo nuovamente il direttore scientifico della clinica, condividemmo insieme tutto il protocollo di stimolazione ovarica e di analisi genetiche previste in queste circostanze, condividemmo anche la data in cui finalmente avremmo potuto tentare la fecondazione degli ovuli ed eventualmente il loro impianto;purtroppo esistevano ancora enormi difficolt… da superare prima di giungere al transfer degli embrioni: bisognava innanzitutto verificare che dopo lo scongelamento i miei spermatozoi fossero ancora vivi e che riuscissero poi a fecondare adeguatamente l?ovulo, che gli embrioni ottenuti fossero di buona qualit… e che mia moglie fosse pronta per accoglierli adeguatamente.
Intanto mentre noi ci divertivamo a parlare di questo e quello, il nostro governo si preparava, come un buon padre fa con i suoi figli, ad aiutarci, approvando in tutta fretta e con un finto referendum l?attuale legge sulla procreazione assistita.

Mentre i miei spermatozoi giacevano inerti tra ghiacce pareti bianche,mia moglie iniziava un nuovo ciclo di stimolazione, sempre sufficientemente dolorosa e preoccupante, costellata delle solite,almeno per noi, problematiche, fino a quando giunse il tempo di tentare il prelievo e quindi la fecondazione degli ovociti.

Questa mattina, come le altre, devo comunque prepararmi per un nuovo eventuale intervento ,qualora infatti, dopo lo scongelamento non si potesse procedere ad un eventuale fecondazione, dovrei nuovamente tentare la biopsia, per non vanificare tutto il protocollo sopportato da mia moglie fino ad oggi; il campione di tessuto conservato Š stato preventivamente suddiviso in tre porzioni, consentendone, in tal modo lo scongelamento parziale a posteriori ed l?utilizzo dei rimanenti frammenti per un eventuale secondo tentativo.

Siamo ormai giunti al momento della nuova verit…, mia moglie ha appena terminato il prelievo degli ovociti ed ora aspettiamo che i biologi della clinica tentino di scongelare il primo campione e ci comunichino l?esito dell?operazione.

La nostra stanza, accogliente e discreta, nella quale siamo alloggiati Š provvista di telefono con comunicazione diretta verso il laboratorio e siamo d?accordo con lo staff che non appena il risultato fosse disponibile ce lo avrebbero comunicato tempestivamente.
I minuti passano, ma quell?apparecchio non squilla mai, le domande si affollano inutilmente in attesa del verdetto, i dialoghi con mia moglie sono sempre gli stessi e tutti illusoriamente ottimistici, le risposte sempre le stesse come i timori per i tentativi falliti; lo stridulo rumore del telefono interrompe il nostro stupido fraseggio, sono io a rispondere, sono io ad assorbire il colpo per primo,
una voce calda e sicura mi avverte che il primo dei tre campioni disponibili,dopo lo scongelamento, purtroppo non presenta segni di spermatozoi vivi e che ora Š necessario preparare anche gli altri campioni sperando in un esito pi— favorevole.

Passeranno alcune ore prima che quel telefono squilli nuovamente,ore interminabili con momenti bassi ed altri bassissimi, i nostri animi depressi ormai sono giunti all?esasperazione e questa lunghissima attesa ci sta definitivamente consumando.
La fortuna questa volta, con qualche vistoso sussulto ci sorride ,forse non ci ha riconosciuto,gli ultimi due campioni dopo la preparazione si sono rivelati soddisfacenti ed i nostri ?angeli? hanno potuto tentare la fecondazione degli ovuli,non ci restava altro che attendere due giorni,il tempo necessario per conoscere in via definitiva la classe di appartenenza degli embrioni ormai in fase di formazione.

Come facilmente potete immaginare due giorni saranno per noi l?equivalente di due anni, vi assicuro che lo stress dell?attesa supera ampiamente il disagio di tutto il nostro trascorso e non esiste nessuna cura, nessun rimedio,nessun pagliativo, la tua mente giorno e notte Š disposta a pensare solo all?esito dell?intervento, parlare con gli altri non ti aiuta, nemmeno il lavoro ti aiuta (quello per la verit… non lo ha mai fatto), distrarsi sembra essere l?imperativo, ma come posso distrarmi dalla mia vita?.

Comunque, fortunatamente il tempo non si Š fermato e con lui anche il risultato Š arrivato, dei tre ovuli fecondati , due hanno generato embrioni di classe ?A? (la migliore) ed uno di classe ?B? (Buona).

L?esultanza incontenibile Š scoppiata fra di noi, un altro passo importante, un'altra irrinunciabile conquista Š stata fatta, ora non resta che effettuare il Transfer embrionale, sperare che l?impianto avvenga ed aspettare, ancora aspettare, l?esito definitivo del test di gravidanza.

Circa 13 giorni sono necessari per effettuare l?esame del sangue che diagnosticher… l?inizio della gravidanza, ma intanto ci possiamo dilettare con i vari test in stick, che hanno il grande merito di farci ingannare l?attesa; ovviamente non crederete mica che il risultato di questi stick possa determinare una gravidanza prima dell?esame del sangue?.

La fortuna per ora dalla nostra parte Š stata improvvisamente chiamata dall?oculista e dopo una minuziosa visita ha messo a fuoco la nostra famiglia e si Š ricordata di noi, si Š ricordata dell?ultimo dei favori concessi ed ha pensato bene di bilanciarlo , l?esito delle BHCG Š stato infausto e senza scampo, nessuno dei tre embrioni si era purtroppo impiantato.

Come ogni lutto che si rispetti,anche il nostro ha avuto i suoi tragici e lacrimevoli momenti, le pietose telefonate di amici e parenti, tutti uniti nel nostro sconforto ma felici di essere loro stessi genitori, frasi ripetute e di circostanza hanno continuato ad interrompere le nostre giornate, senza darci, a dispetto delle intenzioni , il minimo conforto, parole buone ed incoraggianti ma inutili e disarmanti, non fanno altro che riacutizzare nuovamente il dolore.

Passeranno mesi prima che con mia moglie saremo pronti nuovamente a tentare l?avventura, il mio quarto intervento e la sua terza stimolazione.

Nuovamente al cospetto del nostro prof. ?Terzilli?, rinfrancati e maniacalmente fiduciosi, convinti della bont… della clinica a cui avevamo affidato le nostre flebili speranze, prendemmo accordi per effettuare un nuovo ciclo di fecondazione, questa volta, a dispetto della precedente ci fu consigliato di utilizzare spermatozoi appena ?spremuti? (fresco) e congelarne una minima quantit… per un futuro tentativo.

Caro lettore, non voglio annoiarti ulteriormente con una storia letta e riletta, il nuovo tentativo port• con se le stesse difficolt… dei precedenti, le stesse interminabili attese e sensazioni,l?unica cosa che cambi• fu l?esito del BHCG.
FINALMENTE ERAVAMO INCINTI DI BEN 3 PUPI.

Gentile lettore, mi complimento con te per la perseveranza con cui hai letto queste pagine, se sei arrivato fino a qui devi essere oltremodo interessato all?argomento ed io vorrei esprimerti il mio ringraziamento per il tempo che mi hai concesso e darti la mia disponibilit… ed il mio indirizzo e.mail, con il quale potrai scrivermi ed ottenere,qualora lo riterrai utile, ulteriori dettagli sulla mia storia. Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Grazie

Le seguenti righe rappresentano il mio personalissimo punto di vista sulla storia appena raccontata, qualora ritenessi che la mia opinione possa influenzare il tuo giudizio, ti prego di non continuare oltre nella lettura.



Caro amico, credo che nella mia storia molte persone non abbiano fatto il proprio dovere, o che almeno non lo abbiano fatto secondo coscienza ma solo per lavoro ed interesse, arrecandomi danni morali e materiali, credo che spesso voi professionisti della medicina non vi rendiate conto che cosa state manipolando, non vi rendete conto che quando ci ricevete nei vostri magnifici studi e ci trattate con estrema sufficienza, ci arrecate un altro danno che va ad aggiungersi a quello per cui siamo l.; credo che queste cliniche private siano strutturate come supermercati il cui obbiettivo Š vendere il prodotto, credo che la routine del vostro ripetitivo mestiere vi abbia portato alla completa insensibilit… nei nostri confronti, credo che lo stato non ci abbia abbandonato, ma al contrario ci abbia seppellito con questa legge, calamita di voti cattolici, credo che quando lo stato incentivi le nascite mi stia prendendo in giro.
A tutti coloro i quali non si riconoscano minimamente nelle mie conclusioni precedenti vorrei porgere i miei auguri affettuosi e sinceri, se tra poco diventer• padre lo devo a voi. Grazie.

Caro amico io ti posso consigliare una sola cosa:
Pensa sempre di poter ottenere quello che vuoi? per il contrario, ti assicuro, non avrai difficolt….

Gennaro Migliaccio








 

        

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