Afganistan, attentato contro italiani: nessun ferito
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Attacco suicida di un kamikaze al passaggio di un convoglio di militari italiani

HERAT
Un kamikaze si è fatto esplodere questa mattina al passaggio di un convoglio di militari italiani a Herat, nell’ovest dell’Afghanistan. Lo riferisce la polizia locale secondo la quale non ci sarebbero nè feriti, nè vittime al di fuori dell’attentatore.
«Un veicolo italiano è stato danneggiato, ma non abbiamo attualmente informazioni che tengono conto di vittime fra i militari», ha detto Noor Khan Nikzad, portavoce della polizia della città di Herat. L’attentato ha riguardato truppe italiane in pattugliamento nella 7a zona di polizia e l’aggressore, secondo quanto ricostruito dalla polizia, era a piedi.
«L’attentato è stato compiuto contro un convoglio italiano che rientrava dalla cerimonia per la posa della prima pietra di un centro di accoglienza per donne, a due chilometri a ovest dalla città» ha detto il portavoce del contingente italiano nella città, Carmelo Abisso. «Il convoglio era composto tutto da mezzi blindati uno dei quali è stato investito da una esplosione, probabilmente provocata da un attentatore suicida a piedi. Uno dei mezzi è rimasto seriamente danneggiato ma nessun militare è rimasto ferito».
Ieri, in un altro attacco suicida, almeno sei persone sono state uccise nei pressi degli uffici del procuratore nella città di Zaranj, nella provincia di Nimroz, alla frontiera con l’Iran. L’Italia partecipa, con circa 2. 400 soldati, al contingente Isaf che comprende 53. 000 soldati di una quarantina di nazioni.
«La situazione è calda, noi facciamo il nostro dovere»: così il ministro degli Esteri Franco Frattini ha commentato l’attentato kamikaze contro i militari italiani. L’impegno degli italiani, ha detto il ministro, è quello di «prevenire attentati che purtroppo accadono».
Un kamikaze si è fatto esplodere questa mattina al passaggio di un convoglio di militari italiani a Herat, nell’ovest dell’Afghanistan. Lo riferisce la polizia locale secondo la quale non ci sarebbero nè feriti, nè vittime al di fuori dell’attentatore.
«Un veicolo italiano è stato danneggiato, ma non abbiamo attualmente informazioni che tengono conto di vittime fra i militari», ha detto Noor Khan Nikzad, portavoce della polizia della città di Herat. L’attentato ha riguardato truppe italiane in pattugliamento nella 7a zona di polizia e l’aggressore, secondo quanto ricostruito dalla polizia, era a piedi.
«L’attentato è stato compiuto contro un convoglio italiano che rientrava dalla cerimonia per la posa della prima pietra di un centro di accoglienza per donne, a due chilometri a ovest dalla città» ha detto il portavoce del contingente italiano nella città, Carmelo Abisso. «Il convoglio era composto tutto da mezzi blindati uno dei quali è stato investito da una esplosione, probabilmente provocata da un attentatore suicida a piedi. Uno dei mezzi è rimasto seriamente danneggiato ma nessun militare è rimasto ferito».
Ieri, in un altro attacco suicida, almeno sei persone sono state uccise nei pressi degli uffici del procuratore nella città di Zaranj, nella provincia di Nimroz, alla frontiera con l’Iran. L’Italia partecipa, con circa 2. 400 soldati, al contingente Isaf che comprende 53. 000 soldati di una quarantina di nazioni.
«La situazione è calda, noi facciamo il nostro dovere»: così il ministro degli Esteri Franco Frattini ha commentato l’attentato kamikaze contro i militari italiani. L’impegno degli italiani, ha detto il ministro, è quello di «prevenire attentati che purtroppo accadono».