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«La Carta non si cambia». Bossi difende Napolitano PDF Stampa
Scritto da Redazione   
Giovedì 12 Febbraio 2009 00:37

Stilettata al premier: «Ha creato tensioni. Sul federalismo fiscale, torneremo al dialogo». Il Senatùr: «Il Cdm non poteva accettare la lettera, ma il capo dello Stato resta il garante»

 

 

ROMA - «Non è vero che Berlusconi vuole un riequilibrio dei poteri».

Così Umberto Bossi nega, conversando con i cronisti in Transatlantico, che ci sia in atto uno scontro tra il Quirinale e Palazzo Chigi. Il leader del Carroccio e ministro delle Riforme interviene dunque nel dibattito sulla Costituzione e sulle riforme istituzionali, riacceso dalla vicenda Englaro, e assicura che «il presidente della Repubblica è una figura di garanzia» ed è giusto che faccia da scudo «al potere di decretazione: c'è una storia - ha detto Bossi - che non si può cancellare ed è giusto che ci sia un equilibrio dei poteri». La Carta non va cambiata, sostiene dunque il Senatùr. Che ci tiene però a precisare che Berlusconi non ha mai parlato di modifica della Costituzione: «Non l'ho mai sentito dire questa cosa» spiega Bossi.

LA LETTERA - Il solo rilievo che Bossi si sente di rivolgere al presidente della Repubblica è di aver scritto «una lettera in pieno consiglio dei ministri. Se avessimo accolto le sue ragioni voleva dire che i ministri non contavano niente». Il numero uno del Carroccio ribadisce che a suo giudizio «c'era l'urgenza» per emanare il decreto, perché «Eluana stava morendo per un errore della magistratura, e con una morte che non si può accettare, quella per fame e sete». Bossi respinge le accuse rivolte dall'opposizione al governo: «La sinistra ha visto un tentativo di delegittimazione del presidente, ma non è vero. Berlusconi in quel momento ha solo sentito il dovere di salvare Eluana».

«SILVIO HA CREATO TENSIONI» - Il Senatùr però non risparmia una stilettata al premier. Con lo scontro istituzionale con il Quirinale e quello con l’opposizione sulla vicenda Englaro, Berlusconi , secondo Bossi, «ha creato tensioni». Per quel che riguarda il federalismo fiscale «ora recuperiamo facendo ripartire il dialogo» ha detto il leader della Lega commentando quanto successo negli ultimi giorni e le ripercussioni sul federalismo fiscale dopo che dall’opposizione si è sottolineato che «nulla può più essere come prima».

Fonte

 

        

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