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Fini: "Mussolini grande statista? Ho cambiato idea" PDF Stampa
Scritto da Redazione   
Giovedì 26 Marzo 2009 00:48

 

 

Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, si è recato alla Stampa Estera per una conferenza stampa e la domanda clou, ancora una volta, è stata sul suo pensiero su Mussolini.

Al giornalista che gli ricordava come 15 anni fa definì il dittatore il più grande statista del secolo, Fini ha replicato: "Sono affascinato dalla sua domanda... E' evidente che la risposta sia in quello che ho fatto in questi 15 anni e di cui mi ha dato atto anche lei". Oggi, ha aggiunto Fini, "la mia risposta è no, non sono dello stesso parere" di 15 anni fa, "altrimenti sarei schizofrenico. Un minimo di coerenza, altrimenti avremmo fatto bingo...".
Sulle riforme importante l'impegno preso da maggioranza e Pd
Nella giornata "importante" dell'approvazione del federalismo fiscale, a Montecitorio si è verificato un altro "atto politico di enorme rilievo" dal punto di vista delle riforme istituzionali. Lo sottolinea il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che alla Stampa Estera rileva: "Franceschini ha presentato un ordine del giorno in cui chiedeva al governo di impegnarsi a rimettere in agenda le riforme istituzionali che nella passata legislatura erano state al centro del lavoro della commissione presieduta da Violante e sui cui si era arrivati a un largo accordo". Ebbene, scandisce Fini, "il governo ha dato parere favorevole a quell'odg. La maggioranza quindi si impegna e questo è un modo per cominciare a costruire l'Italia che verrà. I tempi che viviamo comportano da parte del cittadino la richiesta di decisioni tempestive, perché a volte una decisione presa dopo mesi non è più giusta o sbagliata, è inutile. Rendere certo il tempo di decisione del governo, non può comunque significare non tenere in altrettanta considerazione il ruolo che ha in una democrazia il Parlamento".

Battisti, attendiamo fiduciosi una decisione
Nel caso Cesare Battisti "può essere successo che tra Italia e Brasile ci siano state da una parte e dall'altra frasi sopra le righe", quello che è importante ora è che, "nel pieno rispetto della democrazia brasiliana e dell'autonomia della Corte, possa essere accettata la richista di estradizione". Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, secondo il quale "non si può sostenere nè secondo verità nè secondo gli atti processuali che Battisti sia un perseguitato politico, è stato condannato dalla magistratutra italiana per crimini di terrorismo. Attendiamo fiduciosi la decisione della Suprema corte".

Iran, serve unità con Usa, l'Europa non sai attore passivo
"E' essenziale che l'apertura statunitense venga supportata dalla massima unità possibile dei governi occidentali e dell'Unione europea. Non dobbiamo essere attori passivi". Così il presidente della Camera, Gianfranco Fini, in un incontro con la stampa estera, sulla questione del nucleare iraniano e sulle aperture al dialogo provenienti da Washington. "La posizione di Obama è innovativa e coraggiosa - ha detto Fini - In apparenza, la risposta delle autorità iraniane è stata negativa. Ma in quel Paese c'è sempre un doppio livello, sarà il tempo a dare la risposta più vera".

Il presidente della Camera ha poi sottolineato l'importanza della "massima unità di intenti" dei governi occidentali e dell'impegno di Paesi come l'Italia e la Germania che con l'Iran hanno i maggiori interscambi commerciali. Rispondendo alle domande dei giornalisti stranieri Fini ha anche parlato di Turchia. "Io mi auguro che non si dica no ad Ankara nella Ue - ha detto - perché è un Paese musulmano. Ci può anche essere un no, ma solo se non fanno tutto quello che l'Unione europea ha chiesto loro". Quanto al contingente italiano in Libano: "Escludo - ha rassicurato Fini - che la crisi economica possa incidere sulla nostra missione in quella terra. La cosa non è in discussione".

 

Fonte

 

        

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