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Amministrative, accordo Lega-Pdl. Ma resta il nodo del referendum PDF Stampa
Scritto da Redazione   
Martedì 31 Marzo 2009 10:34

Ieri sera a Vertice vertice tra il premier e i vertici del Carroccio. Giorgetti: "In giornata avremo tutti i candidati. Siamo soddisfatti"

 

 

ROMA - "L'incontro è andato molto bene. Bossi e Berlusconi hanno trovato un accordo su tutto.

A questo punto, in giornata, avremo tutti i candidati del Pdl e della Lega per le prossime Amministrative di giugno. Siamo soddisfatti". Così Giancarlo Giorgetti, segretario della Lega Lombarda, presente al vertice di ieri sera ad Arcore tra il premier, i coordinatori del Pdl e i vertici del Carroccio, interpellato dal quotidiano online Affaritaliani.it.

Sul tavolo c'era la questione candidature. A partire da Torino. Il Carroccio voleva Elena Maccanti, mentre il Pdl contrapponeva il nome della numero uno dell'Api Porchietto. Davanti al rischio di avere due candidati del centrodestra Berlusconi ha mollato. Altri problemi, risolti all'ultimo, a Padova dove il candidato sarà del Pdl. Sullo sfondo, ci sono inoltre le regionali dell'anno prossimo con il Carroccio che vuole il Veneto ha già prenotato il Veneto e che guarda alla Lombardia. Dove però Roberto Formigoni ha già annunciato la volontà di di ricandidarsi per la quarta volta.

Ultimo punto delicato il referendum elettorale che An vuole e il Carroccio vede come il fumo neglio occhi. "Non ne abbiamo parlato" assicura Giorgetti. Ma l'aria che tira in casa leghista è chiara. "Non vorrei che con questa storia del referendum si esagerasse. Perchè proseguire su quella strada significa andare diritti al patatrac" dice Roberto Castelli al Corsera.

Parole nette che fanno capire quanto la Lega consideri irrinunciabile il no al referendum: "Sono colpevole di aver voluto fare la legge elettorale nel 2005 - ha ricordato il ministro Roberto Calderoli - a colpi di maggioranza e faccio il mea culpa". Ma la consultazione referendaria per la Lega è solo uno spreco di soldi e Calderoli, che definì la sua legge una "porcata", è convinto che avrebbe avuto senso solo durante il governo Prodi che si reggeva su un solo senatore. Oggi le cose sono cambiante. "La maturità della politica e dell'elettorato - ha spiegato il leghista - ha già risolto questo problema di frammentazione".

Fonte

 

        

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