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Leadership Emozionale - Intelligenza Emotiva PDF Stampa
Scritto da Administrator   
Lunedì 26 Settembre 2016 15:30

ico leadership emozionale 193x193La “Leadership di successo è in funzione dell'intelligenza emotiva” quindi non solo QI bensì soprattutto del quoziente emotivo. Migliorare la propria intelligenza emotiva è dunque un obiettivo delle singole persone, siano essi privati, startupper (aspiranti imprenditori), professionisti, manager affermati o imprenditori.

L’azienda è il luogo nel quale convivono per lungo tempo persone diverse con diversi ruoli e compiti. La convivenza significa anche incontro di personalità e caratteri spesso dissimili ed il manifestarsi di emozioni e stati d’animo diversificati: collaborazione, amicizia, collera, fiducia/sfiducia, curiosità e molto altro. Compito del manager, oltre all’assegnazione dei compiti e al coordinamento delle attività produttive è, non meno impegnativo, il miglioramento delle relazioni con i collaboratori e tra i collaboratori e la ricomposizione di eventuali conflitti che, inevitabilmente, possono sorgere nel tempo all’interno di un team.

Il compito fondamentale della leadership è di natura emozionale e soprattutto da essa dipende l’efficacia e l’efficienza del leader. Questo dice Daniel Goleman, psicologo e studioso dell’Intelligenza Emotiva: essere un leader efficace e intelligente dal punto di vista emotivo significa innescare sentimenti piacevoli nelle persone che ci circondano.

Se nel mercato le aziende debbono competere fra loro, affinché il prodotto/servizio migliore si affermi, all’interno delle organizzazioni aziendali la cooperazione è più importante della competizione. La cooperazione è un pilastro fondamentale dell’Intelligenza Emotiva. Oggi, il successo dei leader dipende da 5 fattori prioritari:

  • un I.Q. (quoziente intellettivo) medio-alto
  • un'esperienza ampia sul campo
  • ottime competenze tecniche
  • un E.Q. (quoziente emotivo) alto
  • comprensione e gestione delle diversità caratteriali


Durante il XX secolo, ci si è concentrati in modo preponderante sui primi 3 fattori e solo negli ultimi anni si è cominciato a parlare di E.Q. ovvero di Intelligenza Emotiva, e di diversità caratteriali. Recentissimi studi sul campo mostrano come l'intelligenza emotiva sia l'indizio più valido che contraddistingue leader di successo. Essa è composta da 2 elementi: l'intelligenza intrapersonale ovvero la capacità di conoscere ed accettare sè stessi e di sapersi autogestire e automotivare e l'intelligenza interpersonale ossia la capacità di interagire efficacemente con gli altri. Sviluppare l'intelligenza emotiva significa acquisire sia abilità personali che abilità sociali. 

Per intelligenza emotiva intendiamo, invece, la capacità di comprendere, accettare e trasformare i propri pensieri, sentimenti e i propri comportamenti verso le altre persone nella piena consapevolezza che ogni giorno porta con sé nuove sfide che in realtà altro non sono che opportunità di autosviluppo. L'Intelligenza Emotiva non significa auto-controllo. Si tratta invece di diventare esperti di se stessi attraverso un impegno verso una onesta auto-riflessione e un proprie esperienze.

Noi possiamo dare un contributo allo sviluppo sia della leadership sia dell'intelligenza emotiva dei dirigenti delle organizzazioni aziendali, private e pubbliche, del nostro paese.

Leader è chi “guida” le emozioni del gruppo. Per moltissimo tempo le emozioni in campo manageriale (e non solo) sono state considerate come un rumore di fondo che disturbava il funzionamento razionale dell’organizzazione. In realtà, la funzione emotiva di un leader costituisce l’essenza originaria, l’elemento chiave della leadership.

Leadership e contagio emotivo. I membri di un gruppo modellano la propria risposta emotiva sulla base del modello offerto dal loro leader: si può dire che il leader fissa lo standard emotivo del gruppo. Se lo stato emotivo del leader è rivolto all’entusiasmo anche il gruppo sarà rivolto all’entusiasmo e la qualità delle prestazioni sarà eccellente. Se viceversa il gruppo sarà spinto verso il rancore e l’ansia dal leader, il risultato sarà decisamente negativo. Non sempre il leader ufficiale di un gruppo è anche il leader emozionale ma quando questo avviene tutto il gruppo ne trae beneficio sia in termini di efficacia che di benessere.

Calamite umane. La facilità con cui gli individui colgono lo stato d’animo di un leader è direttamente proporzionale al grado di espressività con cui egli riesce a trasmetterlo. Alcuni esempi? Un leader che possiede ed esprime forti capacità collaborative riuscirà a mantenere un elevato standard di cooperazione nel gruppo, garantendo un impegno costante che spingerà i suoi componenti a concentrarsi sull’obiettivo, senza perdere di vista l’importanza delle relazioni interpersonali tra i suoi componenti. Un leader che pratica e mostra gratitudine faciliterà l’insorgenza del medesimo atteggiamento anche negli altri; lo stesso accadrà invece se ad essere espresse sono accuse o pretese.

Risonanza o dissonanza? In un leader le persone cercano supporto emotivo, ovvero empatia e capacità di “risuonare”. La risonanza è la capacità di un leader di orientare le emozioni in senso positivo facendo emergere negli altri la loro parte migliore. Quando invece le emozioni sono su un’onda negativa si genera una condizione di “dissonanza” che mina le basi emotive fondamentali per la piena realizzazione dell’individuo. I leader dissonanti sono i “capi” per cui nessuno vorrebbe mai lavorare. Goleman definisce la leadership “dissonante” come una leadership che non è in grado di comprendere i sentimenti delle altre persone, innescando una spirale negativa che porterà il gruppo a provare sentimenti quali delusione, risentimento, rancore e rabbia. Il mondo del lavoro è ricco di leader dissonanti che oltre a mancare di empatia, trasmettono emozioni risonanti solo nella loro accezione negativa. Queste persone molto spesso non sono consapevoli della loro leadership dissonante e difettano delle competenze fondamentali di Intelligenza emotiva che le porterebbe a esercitare una leadership risonante. Alcuni leader dissonanti, riescono a dissimulare le loro carenze, nascondendosi dietro un fascino di facciata, e persino dietro un certo carisma, creato per ingannare gli altri. Costoro professano dei valori da cui sono in realtà completamente distanti e mancano di autenticità, congruenza ed empatia. Questi leader potrebbero anche rivelarsi efficaci sulla breve ma la scia di negatività che si lasciano dietro ne smentirà presto i successi.

Una leadership “risonante”, invece, si basa sulla sintonia che riesce a instaurare con i propri interlocutori, riuscendo a orientarli verso uno stato d’animo positivo. Quando un leader riesce a creare una situazione di questo tipo si troverà circondato da sguardi luminosi e pieni di interesse.

La Mission che si è data la Personal Empowerment School, sin dalle origini, è stata quella di: «Migliorare l’efficienza delle organizzazioni aziendali, migliorare l’efficacia dei collaboratori e agevolare l’autorealizzazione delle persone». Le due caratteristiche distintive del Gruppo CS sono sempre state, e sono, un forte accento sull’innovazione dei servizi affiancato da un forte approccio umano, sostanziale e non di facciata. Per migliorare la propria intelligenza emozionale e la propria empatia Gruppo CS mette a disposizione dei seminari gratuiti tramite l’associazione Epos.

 

        

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