Il segretario provinciale di Roma e responsabile nazionale per la Politica Interna dell'Italia dei Diritti - De Pierro traccia la rotta del movimento per il 2026. Dal successo dei "consiglieri ombra" in tutta Italia alla battaglia per una sanità dignitosa, con l'obiettivo di riportare la voce dei cittadini al centro delle istituzioni

Segretario Spinelli, lei è spesso definito la "spina dorsale" operativa di Italia dei Diritti - De Pierro. Come descriverebbe il suo rapporto di lavoro con il presidente Antonello De Pierro?
"Il rapporto con il presidente De Pierro è di totale sinergia. Antonello rappresenta la visione, il coraggio e la linea politica del movimento; io mi occupo di tradurre quella visione in azione territoriale. Come spesso diciamo, se il Presidente accende i riflettori sui grandi temi nazionali, io mi assicuro che sul territorio il 'faro' della legalità non si spenga mai, coordinando i nostri delegati e trasformando ogni segnalazione in un atto concreto."
Parliamo del metodo dei "Consiglieri Ombra". Qual è il bilancio di questa iniziativa ora che siamo nel 2026?
"Il bilancio è straordinario. Abbiamo creato una rete di sentinelle che non rispondono a logiche di partito, ma solo ai cittadini. Recentemente abbiamo denunciato situazioni di degrado insostenibili nella provincia di Roma, dalle discariche a cielo aperto lungo la SP2 vicino Velletri fino alle strade colabrodo nei pressi del Tribunale di Civitavecchia. I nostri Consiglieri Ombra non aspettano le elezioni per lavorare: loro monitorano, noi scriviamo esposti e le amministrazioni sono costrette a intervenire."

In qualità di Responsabile Nazionale per la Politica Interna, lei coordina i Consiglieri Ombra in tutta Italia. Come sta rispondendo il Paese a questo modello di cittadinanza attiva?
"La risposta è incredibile e dimostra che il desiderio di legalità non ha confini regionali. Da Nord a Sud, il modello Italia dei Diritti - De Pierro sta attecchendo ovunque ci sia un vuoto lasciato dalle istituzioni. I nostri Consiglieri Ombra sono attivi in molte regioni italiane: monitorano la gestione dei fondi PNRR nei piccoli comuni, denunciano lo stato delle infrastrutture nel Mezzogiorno e combattono l'opacità amministrativa. Non siamo solo un fenomeno laziale, siamo una realtà nazionale che dà voce a chi è stato dimenticato dai palazzi del potere."
Quali sono le principali criticità che riscontra a livello nazionale nella gestione della Politica Interna del Paese?
"L'Italia soffre di una frammentazione dei diritti. Non è accettabile che un cittadino abbia servizi di serie A in una regione e di serie C in un'altra. Come Responsabile Nazionale, la mia priorità è uniformare l'accesso ai diritti essenziali. Vediamo una politica nazionale troppo spesso distante dai problemi reali delle province. Il nostro movimento punta a colmare questo distacco, portando le istanze dei territori periferici direttamente sui tavoli dei Ministeri e delle Prefetture di tutta Italia."
La sanità rimane un tema critico, non solo nel Lazio. Qual è la posizione di Italia dei Diritti - De Pierro sui continui disservizi e sulle liste d'attesa a livello nazionale?
"La sanità italiana è ostaggio di una gestione che guarda ai numeri e non alle persone. Riceviamo quotidianamente segnalazioni di cittadini che attendono mesi per una visita specialistica o che trovano i pronto soccorso al collasso. Noi chiediamo un ritorno alla medicina territoriale e la fine dei tagli lineari su scala nazionale. La salute è un diritto costituzionale, non un lusso per chi può permettersi la clinica privata. Denunceremo ogni singola mancanza finché non vedremo un cambio di rotta reale per tutti gli italiani."
Per quanto riguarda i trasporti, molti pendolari si sentono cittadini di serie B. Cosa state facendo per loro?
"I trasporti sono il termometro del rispetto che un'amministrazione ha per i propri cittadini. Linee ferroviarie come la Roma-Velletri o molte tratte regionali nel resto d'Italia sono spesso un calvario. Monitoriamo costantemente i ritardi e le soppressioni, interfacciandoci con le istituzioni e i gestori. Il nostro obiettivo è garantire che chi si alza all'alba per andare a lavorare abbia un servizio dignitoso. La mobilità deve essere un diritto garantito, non una scommessa quotidiana contro il destino."
Lei è noto per non mandare a dire le cose agli amministratori. Qual è la critica che muove più spesso alla politica attuale?
"L'autoreferenzialità. Vedo troppi amministratori, dai grandi centri ai piccoli comuni, che passano più tempo a lodarsi sui social per l'ordinaria amministrazione piuttosto che a risolvere i problemi reali. Come ho detto spesso, dovrebbero 'specchiarsi di meno e lavorare di più'. Noi interveniamo quando la politica si scorda delle persone o quando la burocrazia diventa un muro invalicabile per l'utente comune."
Guardando alle sfide del 2026, quali sono gli obiettivi principali di Italia dei Diritti - De Pierro per le prossime elezioni amministrative?
"Il 2026 è un anno cruciale per il Paese. Il nostro obiettivo è presentare liste pulite in quanti più comuni possibile, fatte di gente che vive il territorio e che non ha interessi personali da difendere. Vogliamo dare un'alternativa a chi è stanco di scegliere tra il meno peggio. Metteremo sempre le persone comuni al centro, contro ogni forma di discriminazione o prepotenza politica. Chi sceglie Italia dei Diritti - De Pierro sceglie un movimento che non scende a compromessi sulla legalità e sulla dignità dei cittadini in tutta Italia."