
israeliano.
Un discorso che non è piaciuto a Gheddafi, il quale lo ha interpretato alla sua maniera . E quindi, premesso che Obama è un «fratello kenyota», un «nero» per il cui successo il mondo musulmano prega, ha spiegato, va stigmatizzata la sua «ignoranza» in politica estera. si vede che Obama «non conosce la politica internazionale o non ha studiato i conflitti mediorientali», ha detto Gheddafi. È possibile, ha ipotizzato, «che abbia esagerato fino al punto che persino gli ebrei di cui vuole ottenere il voto non gli hanno creduto».
Di certo, ha proseguito, «quelle dichiarazioni hanno sconvolto tutti i suoi sostenitori nel mondo arabo, in Africa e nel mondo arabo». Ora «speriamo che sia quella che chiamano una bugia elettorale», ma se anche così fosse «è questa la democrazia? No è propaganda elettorale e tu credi che sia una cosa seria. Tu credi che sia la verità e invece io ti prendo in giro per ottenere il tuo voto».
Gheddafi si è anche chiesto se Obama soffra di un «complesso di inferiorità» perchè nero. Questa ha detto il colonnello «sarebbe una tragedia» e ha esortato il senatore dell'Illinois ad andare avanti perchè «deve essere orgoglioso di sè stesso come nero e sentire che tutta l'Africa lo appoggia». Il colonnello infatti spera che Obama «cambi l'America e la politica americana del passato, in particolare verso gli arabi».
Elargito questo viatico, Gheddafi ha azzardato un'ipotesi sulle motivazioni del candidato democratico. Ha espresso il suo sostegno a Israele, ha detto, per timore che il Mossad lo uccida come fece con il Presidente John F. Kennedy: «Crediamo che possa temere di essere ucciso da agenti israeliani e fare la stessa fine di Kennedy quando promise di vederci più chiaro nel programma nucleare israeliano».