Nella lista di Luca Hammad per le elezioni del 24 e 25 maggio la discesa in campo di Fabrizio Massimini mette l'amministrazione con le spalle al muro: "Se eletto, il Comune sarà obbligato ad aprirsi, o il consiglio sarà paralizzato"


Roma – La campagna elettorale per le amministrative del 24 e 25 maggio a Percile si incendia con una mossa che va ben oltre la semplice competizione politica. Il movimento Italia dei Diritti-De Pierro, all’interno della lista che sostiene la candidatura a sindaco di Luca Hammad, schiera Fabrizio Massimini. Una candidatura che è un manifesto: Massimini è un disabile motorio e la sua presenza in lista è l’atto d’accusa più concreto e inoppugnabile contro un’amministrazione che, per anni, ha ignorato l’inaccessibilità della Casa Comunale per chi non ha la fortuna di camminare sulle proprie gambe.
La candidatura di Massimini è un atto di disobbedienza civile
"Non è una candidatura di bandiera, è una candidatura di rottura", commenta con la consueta fermezza Antonello De Pierro, presidente del movimento. Schierare Fabrizio Massimini significa obbligare i cittadini e, soprattutto, le istituzioni a guardare in faccia la realtà: Percile è un borgo che esclude.
Mentre il candidato sindaco Luca Hammad lavora al programma di rilancio del paese, l'Italia dei Diritti-De Pierro pone una condizione essenziale: la dignità dei fragili. "Schierare Fabrizio," spiega De Pierro, "significa dire chiaramente che se il popolo sovrano lo eleggerà, l'amministrazione non potrà più nascondersi dietro la scusa dei 'gradini storici'. Dovrà agire, o soccombere davanti alla legge".
Cosa succederebbe in caso di elezione? Il "terremoto" istituzionale
L'eventuale elezione di Fabrizio Massimini al consiglio comunale di Percile non sarebbe solo una vittoria elettorale, ma l'inizio di una rivoluzione procedurale. Ecco gli scenari che si aprirebbero dal 26 maggio.
L'obbligo dell'accessibilità immediata
Un consigliere eletto deve poter esercitare il proprio mandato. Se l'aula consiliare di Palazzo Borghese dovesse restare irraggiungibile per la carrozzina di Massimini, ogni singola seduta del consiglio sarebbe tecnicamente nulla o impugnabile. Lo Stato non può impedire a un eletto di votare i bilanci o le delibere perché non ha previsto un ascensore.
Lo spostamento della sede consiliare
Se il Comune non fosse in grado di installare un montascale o un ascensore in tempi record, il sindaco sarebbe obbligato per legge a spostare le sedute del consiglio in un luogo accessibile: una piazza (meteo permettendo), una sala polifunzionale al piano strada o persino un edificio privato a norma. Sarebbe lo smacco più grande per l'istituzione: la casa comunale svuotata della sua funzione perché "fuorilegge".
Il potere di vigilanza del prefetto
Il movimento Italia dei Diritti-De Pierro ha già fatto sapere che, in caso di elezione di Massimini e persistenza delle barriere, verrà investito immediatamente il prefetto di Roma. Un ente pubblico che impedisce fisicamente a un consigliere di entrare in aula vìola i principi fondamentali della Costituzione e rischia il commissariamento per l'adozione degli atti urgenti di abbattimento barriere.
Luca Hammad e il progetto di una Percile inclusiva
Il candidato sindaco Luca Hammad ha sposato appieno la battaglia del movimento di De Pierro. "La candidatura di Fabrizio Massimini arricchisce la nostra lista di una sensibilità che mancava", dichiarano i sostenitori di Hammad. "Non vogliamo più sentire che 'non ci sono i soldi'. Sappiamo che i fondi regionali esistono, come il bando per i piccoli comuni scaduto proprio ad aprile scorso. Vogliamo una Percile dove Fabrizio possa entrare in Comune dalla porta principale, non dalla 'porta di servizio' dell'indifferenza".
La visione nazionale di De Pierro
Per Antonello De Pierro, quella di Percile è la madre di tutte le battaglie: "Nel nostro programma nazionale depositato al Ministero dell'Interno abbiamo scritto chiaramente che la disabilità deve essere al centro dell'agenda politica. A Percile stiamo solo mettendo in pratica ciò che predichiamo a Roma. Fabrizio Massimini è il simbolo di milioni di italiani che chiedono solo di poter servire il proprio Paese e la propria comunità senza dover superare un percorso a ostacoli medievale. Il 24 e 25 maggio i cittadini di Percile hanno la possibilità di votare per il cambiamento: un voto a Massimini è un voto per buttare giù quel muro di gomma e di cemento che separa il potere dal popolo".
Il countdown è iniziato
Con Fabrizio Massimini in campo, la sfida è lanciata. Non si tratta più solo di asfaltare le strade o sistemare le buche denunciate dall'IdD negli ultimi anni; si tratta di decidere se Percile debba essere un borgo per pochi o un comune per tutti. Il 24 e 25 maggio l'Italia dei Diritti-De Pierro misurerà la volontà di civiltà di questo paese. Se Massimini entrerà in consiglio, per Palazzo Borghese nulla sarà più come prima.
