Con "Ti posso spiegare", la pièce firmata da La Ginestra e Bennicelli sotto la regia di Marafante consacra un successo travolgente alla prima capitolina. Applausi scroscianti per il cast, mentre in sala la presenza dell'icona hollywoodiana scatena l'entusiasmo travolgente del pubblico e della stampa

di Antonello De Pierro

Roma - In una stagione culturale ed artistica troppo spesso mortificata dalla sciatteria espositiva, dall'improvvisazione tecnica e dal desolante trionfo di prodotti preconfezionati che tentano di blandire lo spettatore con soluzioni d'accatto, esiste ancora un teatro virtuoso, nobile e viscerale. Un teatro capace di risvegliare le coscienze, rigenerare lo spirito e restituire alla sacralità del palcoscenico quella dignità espressiva e quella forza catartica che costituiscono l'essenza stessa della rappresentazione drammaturgica.

È con questa profonda convinzione etica e intellettuale che abbiamo varcato la soglia del teatro Golden di Roma per assistere alla primissima in scena di "Ti posso spiegare", la brillante ed esilarante commedia firmata a quattro mani da Michele La Ginestra e Adriano Bennicelli, con la sapiente ed impeccabile regia di Roberto Marafante. Una produzione d'altissima scuola, curata con encomiabile rigore da PRM Produzioni in collaborazione con il Teatro7, destinata a imporsi senza appello come l'incontestabili gemma luminosa di questo avvio di stagione teatrale nella Capitale.

La magia della drammaturgia e l'apoteosi di Michele La Ginestra

Quando l’evidenza dei fatti smentisce ogni plausibile ed elementare logica cartesiana, la fragile natura umana si aggrappa disperatamente all'ultima, consolatoria ed estrema risorsa retorica: "Ti posso spiegare". Attorno a questa locuzione universale, scudo dialettico di chi si inerpica arditamente sul ripido versante degli specchi, si dipana un meandro narrativo di straordinario acume. Vent’anni di convivenza matrimoniale apparentemente inappuntabile, tessuti tra routine domestica e certezze consolidate, si infrangono rovinosamente al primo alito d'un mattino qualunque, allorquando nel talamo nuziale fa la sua comparsa un'intrusa del tutto inattesa: una donna giovane, attraente ed avvolta dal più fitto fumo del mistero.

Nel rivestire i panni del capofamiglia travolto dall'incredibile paradosso, Michele La Ginestra ha offerto una prova d'attore di rara caratura, confermandosi quale pilastro inamovibile ed icona indiscussa della comicità d'autore italiana. La sua bravura, sorretta da tempi comici di millimetrica precisione, da una mimica facciale di dirompente efficacia e da una presenza scenica di sublime naturalezza, ha letteralmente conquistato ed ammaliato la platea. La Ginestra non si limita a recitare; egli vive, soffre, declama e trascina lo spettatore dentro il vortice dell'assurdo con una maestria che merita la consacrazione della critica più intransigente.

Accanto a lui, di pari ed eccelso livello, spicca la prova delle due coprotagoniste femminili, capaci di ricamare un contrappunto scenico d'inestimabile pregio.

Beatrice Fazi è stata incisiva, vibrante, dotata di una carica drammatica e ironica di rara nitidezza, ha saputo incarnare con straordinaria autorevolezza lo sconcerto, il rigore e la severa inquisizione della consorte tradita dagli eventi.

Martina Pinto si è imposta naturalmente al pubblica come una straordinaria rivelazione per freschezza interpretativa, grazia espressiva e misura recitativa, capace di dare corpo e nitidezza ad un personaggio ambiguo e fondamentale con una disinvoltura da veterana del palcoscenico.

La regia di Roberto Marafante si è rivelata un meccanismo perfetto, una sinfonia ritmica dove la farsa dell'equivoco non scade mai nel mero esercizio di stile, ma diviene impietosa e raffinata radiografia delle dinamiche di coppia, dei non detti e della tenuta morale dei sentimenti dopo due decenni di cammino condiviso.

L'evento nell'evento, il ciclone Clayton Norcross incanta il parterre

Se sul palcoscenico il dominatore assoluto ed indiscusso è stato Michele La Ginestra con la sua eccelsa compagnia, al di fuori del proscenio, all'ingresso del teatro, nel foyer e nell'intero perimetro dell'evento, il vero, incontrastato protagonista della serata è stato una star di caratura internazionale: l'inossidabile e affascinante Clayton Norcross.

La presenza dell'attore statunitense ha letteralmente paralizzato il teatro Golden, scatenando un entusiasmo travolgente e incontrollabile. Un vero e proprio assalto di fan, ammiratori e reporter si è riversato attorno alla star hollywoodiana per accaparrarsi uno scatto fotografico, un autografo o l'ormai immancabile selfie. Con una classe cristallina, una disponibilità signorile e un'eleganza d'altri tempi, Norcross si è concesso all'abbraccio del pubblico capitolino, dimostrando come la vera grandezza artistica sconsigli sempre le pose di superba distanza.

Spettatore attento ed entusiasta durante tutta la rappresentazione, Norcross ha tributato calorosissimi applausi all'indirizzo degli attori, recandosi a fine spettacolo a congratularsi personalmente con i protagonisti. Momento di toccante e suggestiva intensità emotiva si è consumato allorquando il divo internazionale ha voluto rivolgere parole di profondo e sincero compiacimento alla giovanissima Martina Pinto: di fronte al plauso solenne e prestigioso di una figura di tal fatta, l'attrice si è mostrata visibilmente ed intimamente emozionata, a sigillo di una serata che rimarrà scolpita nella memoria della sua carriera professionale.

Un parterre d'eccellenza a difesa del valore dell'arte

A fare da degno ed illustre contorno a una serata da incorniciare, la platea del teatro Golden ha visto la presenza di un parterre d'eccezione, gremito di volti noti dell'informazione, dello spettacolo, della cultura e delle istituzioni, giunti a testimoniare con la propria presenza il sostegno alla grande prosa italiana.

Tra i numerosi ospiti intervenuti spiccano la bellezza senza tempo dell'ex Miss Italia Nadia Bengala, l'indiscussa autorevolezza dell'attore Alex Partexano, il dinamismo della conduttrice e regista Janet de Nardis, la sempre nobile ed affascinante presenza della principessa Conny Caracciolo, unitamente all'elegante apporto di Jolanda Gurreri.

Impegnati proficuamente ed inesorabilmente in prima linea per la tutela del merito, della qualità culturale e della dignità dell'offerta artistica, non possiamo che salutare il successo di "Ti posso spiegare" come una grande ed inoppugnabile vittoria dello spettacolo dal vivo. La nostra penna vigile del giornalismo libero ed indipendente continuerà a presidiare questi baluardi d'eccellenza, fiera di celebrare il talento autentico ed intransigente contro ogni tentativo di omologazione al ribasso.

(Foto di Sabrina Fusco e Adriano Di Benedetto)