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"L'Italia cristiana mi perdoni". Lettera di Battisti dal carcere PDF Stampa
Scritto da Redazione   
Venerdì 20 Febbraio 2009 03:58

L'ex terrorista scrive dalla prigione di Papuda dove si trova in attesa delle decisioni del tribunale federale. E attacca i ministri di An: "Il loro passato di attivisti di estrema destra responsabile diretta o indiretta dei massacri con le bombe"

 

 

SAN PAOLO - Cesare Battisti scrive di nuovo.

 Ieri ha consegnato una lunga lettera (otto pagine vergate a mano in portoghese) al senatore Eduardo Suplicy. Questa volta si rivolge al popolo brasiliano e intitola la lettera "Perché proprio io?". Battisti ripete di non essere responsabile di nessuno dei quattro omicidi per i quali è stato condannato all'ergastolo e afferma: "I miei avversari, al contrario di me, sembra che abbiano qualcosa da difendere. Chissà se le proprie miserie o ricchezze, o piuttosto, come nel caso di alcuni attuali ministri del governo italiano, il proprio passato di attivisti di estrema destra (fascista!) responsabile diretta o indirettamente dei massacri con le bombe. Non so che cosa motivi esattamente i miei avversari ad entrare in questa lotta, ma sono certo che non abbia nulla a che fare con la giustizia".
Poi Battisti si chiede "se non sia giunta l'ora che l'Italia mostri il suo lato cristiano, per il quale il perdono è un atto di nobiltà", ricorda che Berlusconi è stato un membro della Loggia P2 di Gelli e che oggi decreta "leggi razziste" e conclude dopo aver citato Beccaria, Bobbio e Umberto Eco: "Italia, Italia che uccidi il sogno dei tuoi figli e tagli le ali a coloro che ti difendono, non è mai tardi per un gesto di nobiltà sull'esempio del Vaticano che ha riconosciuto i suoi errori durante l'Inquisizione.... La società soffre molto di più con il carcere per un innocente che con l'assoluzione di un colpevole".
Più che un appello ai brasiliani, la lettera di Battisti è un tentativo in extremis di dimostrare che le motivazioni usate dal ministro Genro per concedergli l'asilo politico sono giuste. Nell'Italia degli anni Settanta c'erano i fascisti che mettevano le bombe e adesso quegli stessi fascisti, oggi al governo, vogliono la sua estradizione. Questo il succo. La sensazione è che si tratti, ancora una volta, di una buona mossa.
Mentre il Tribunale Supremo sembra alla vigilia di dichiarare illegittimo l'asilo perché considera che i delitti di Battisti sono "omicidi comuni", lui dipinge a suo modo la Storia d'Italia, dimentica che per l'estradizione s'è impegnato il presidente Napolitano e che in Parlamento c'è una mozione firmata da tutti i gruppi politici, ed accusa gli ex missini di essere i registi della campagna contro di lui. Insomma, la butta in politica.

 

Fonte

 


 

 

        

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