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Truffavano il Servizio sanitario con false prescrizioni: 25 arresti PDF Stampa
Scritto da Redazione   
Giovedì 17 Settembre 2009 10:24


Insospettabili medici di famiglia, ricettatori, farmacisti e faccendieri vari: ognuno con un compito preciso per truffare il servizio sanitario nazionale.

Un giro di farmaci costosi e di largo consumo: dal viagra agli antitumorali fino ai prodotti salvavita organizzato da una vasta organizzazione che, nel corso degli anni, ha fruttato almeno due milioni di euro.

L'inchiesta 'Pharma cash', eseguita dai Nas e coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli, ha portato all'arresto di 25 persone. L'indagine ha sollevato il coperchio su un sodalizio criminale attivo soprattutto nelle province di Napoli e Caserta con ramificazioni a Londra. Un'associazione dedita alla commissione di furti e ricettazione di ricette mediche utilizzate per l'approvvigionamento di medicinali successivamente ricollocati sul mercato internazionale `parallelò grazie a una catena distributiva formata da affiliati compiacenti.

I vari componenti della banda, tra cui anche impiegati, operai, casalinghe, disoccupati e dipendenti di farmacie ricoprivano ruoli differenti e ben definiti: dai basisti ai pusher. Coinvolto anche il titolare di una ditta di commercializzazione di farmaci della gran bretagna che provvedeva a immettere sul mercato internazionale gli ingenti quantitativi di farmaci acquisiti illecitamente. I medicinali venivano `ordinatì da complici inglesi, successivamente i farmaci venivano prescritti sui ricettari rubati a nome di ignari assistiti. Le medicine, poi, venivano ritirate in farmacie compiacenti o estranee alla truffa e spedite in inghilterra.

Le indagini hanno, infatti, evidenziato il coinvolgimento di medici di base e di farmacisti oltre di un informatore medico-scientifico che, intascando corpose somme di denaro, provvedevano a emettere ricette mediche false che permettevano l'acquisizione di farmaci per lo più ad alto costo.

E' stato accertato che i medicinali venivano stoccati in un deposito clandestino privo dei necessari requisiti igienico-sanitari. Un locale non dotato di attrezzature per il mantenimento a temperatura controllata, condizione che comporta gravi danni per la salute.

 

        

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