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Pagare con una carta di credito fisica o virtuale è diventato un gesto sempre più comune. Dalla spesa al supermercato agli acquisti online, fino agli abbonamenti alle piattaforme di streaming, una parte sempre maggiore delle transazioni avviene senza ricorrere al contante.
Questo cambiamento ha modificato anche il ruolo degli strumenti bancari legati a questi pagamenti. Il conto corrente, in particolare, non è più soltanto un punto di passaggio per l’accredito dello stipendio o per il pagamento delle utenze, ma il centro operativo attraverso cui si collegano pagamenti, carte e servizi digitali, trading online compreso.
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Il leader Antonello De Pierro esprime profonda soddisfazione per un exploit che travalica i confini elettorali: «Siamo una freccia puntata verso l'alto; la nostra scalata non si fermerà finché i diritti non torneranno al centro dell'agenda politica. Il 2026 è l'anno in cui il Palazzo deve fare i conti con la realtà».

Napoli – Mentre la politica tradizionale sembra ripiegata su sé stessa, tra strategie di palazzo e consensi volatili, in Campania sta esplodendo un fenomeno che ha i tratti di una vera e propria rivoluzione silenziosa, ma determinata. Il movimento Italia dei Diritti–De Pierro sta vivendo una crescita definita "clamorosa" dagli addetti ai lavori, un’espansione che in pochi mesi ha ridisegnato la geografia politica di Napoli e Salerno, seminando una crescente preoccupazione tra le amministrazioni locali.
La visione di Antonello De Pierro, oltre il consenso verso la "famiglia della legalità"
Al centro di questo terremoto politico c’è la figura di Antonello De Pierro. Il presidente del movimento, giornalista di lungo corso e simbolo della lotta alla criminalità (noto per il suo coraggio nell'affrontare i clan del litorale romano), esprime oggi una profonda soddisfazione. De Pierro non nasconde l’entusiasmo per quello che definisce il "laboratorio Campania": una regione che ha risposto con una velocità inaspettata al richiamo della trasparenza.
"La nostra non è una crescita numerica fine a sé stessa, ha dichiarato De Pierro ma un’adesione di valori. Vedere tanti cittadini e amministratori campani unirsi alla nostra 'famiglia della legalità' è la prova che il bisogno di giustizia sociale e di controllo sull'operato pubblico è più vivo che mai."
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Il presidente Antonello De Pierro affida la regia organizzativa del movimento all'ex pilastro dei Meetup romani: "E' l'uomo della svolta capillare"'. L'obiettivo è la copertura chirurgica di ogni comune d'Italia per potenziare la rete dei consiglieri ombra e consolidare la presenza storica in regioni chiave come Lazio, Campania, Basilicata e Veneto

Roma – Il presidente dell'Italia dei Diritti-De Pierro, Antonello De Pierro, ha sciolto le riserve ufficializzando una nomina che promette di mutare profondamente gli equilibri della politica di prossimità nel nostro paese. Danilo Barbuto, figura storica dell'attivismo capitolino e già "architetto" dei Meetup di Roma, assume il prestigioso e delicato incarico di responsabile nazionale del Coordinamento Territoriale e dei Circoli.
La scelta, maturata direttamente dal vertice del movimento, non è solo un riconoscimento alla carriera di un uomo che ha cambiato la storia della partecipazione civile a Roma, ma rappresenta una precisa dichiarazione d’intenti politica: l'Italia dei Diritti-De Pierro si prepara a una fase di espansione e radicamento senza precedenti.
Il "regista" delle basi approda alla sfida nazionale
Danilo Barbuto è universalmente riconosciuto come il motore immobile che, anni fa, permise a un’idea di trasformarsi in una realtà di governo. Senza la sua capacità di tessere reti umane e tecniche, senza la sua visione di un’organizzazione capillare e metodica, la parabola di molti leader politici nazionali nati a Roma avrebbe avuto probabilmente un esito diverso.
Oggi Barbuto mette questa immensa esperienza al servizio di Antonello De Pierro. Il suo incarico come responsabile nazionale del Coordinamento Territoriale significa una sola cosa: l’applicazione sistematica di un modello di partecipazione che non lascia spazio all'improvvisazione. Barbuto avrà il compito di inaugurare e gestire nuove sedi in ogni distretto del territorio nazionale, armonizzando le istanze locali con la linea politica nazionale del movimento.
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Il sindaco Claudio Giustini attacca la stampa e le segnalazioni del movimento alla presenza del presidente Antonello De Pierro, impossibilitato a replicare per regolamento. Il noto giornalista d'inchiesta e leader del movimento affida ai canali mediatici una risposta dettagliata e preannuncia un cambio di passo radicale: "Informazione è responsabilità civile. Saremo sentinelle inflessibili a tutela dei cittadini, senza genuflessioni". Sotto la lente anche le affermazioni sul presunto "danno d'immagine" e l'attesa dei verbali ufficiali sull'albo pretorio

Roma - Mercoledì scorso si è tenuto il consiglio comunale d’insediamento a Percile, l’incantevole borgo della Valle dell’Aniene immerso nella cornice naturalistica del Parco dei Monti Lucretili, a seguito delle recenti consultazioni elettorali. La seduta, presieduta dal sindaco neoeletto e riconfermato Claudio Giustini, ha visto l’insediamento ufficiale, tra i banchi dell'opposizione, dei consiglieri eletti per il movimento Italia dei Diritti - De Pierro: Luca Hammad, già candidato alla carica di primo cittadino, e Barbara Pasquini, risultata la figura più votata in assoluto tra tutti i candidati alla carica di consigliere.
Tuttavia, l'avvio della nuova consiliatura è stato contrassegnato da un episodio che ha creato un clima di tensione istituzionale, suscitando profonda perplessità sul piano del galateo istituzionale e del principio del contraddittorio. Prima ancora di prestare il solenne giuramento di rito, il sindaco Giustini ha ritenuto di dover prendere la parola per rivolgere pubblicamente una serie di contestazioni, incentrate su articoli giornalistici e segnalazioni territoriali apparsi nei mesi precedenti su diverse testate.
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Il leader dell’Italia dei Diritti-De Pierro e direttore di Italymedia.it eleva un vessillo in difesa dell’attrice romana, scagliandosi contro lo sciacallaggio mediatico e la malagiustizia che ammorbano il merito: "In lei rivedo la purezza dei grandi, la stessa che legava la mia anima ad alcuni personaggi immortali che purtroppo non sono più tra noi

Roma - In un panorama mediatico troppo spesso ridotto a un deserto di contenuti, dove il fragore della "tv trash" copre il sussurro del talento verace, la voce di Antonello De Pierro torna a levarsi nitida e tagliente. Questa volta, il bersaglio della sua analisi, sempre lucida e sempre spudoratamente onesta, è la difesa della qualità artistica e umana, incarnata dalla figura di Gaia Zucchi.
Il presidente del movimento Italia dei Diritti-De Pierro, con la consueta schiena dritta che lo ha reso un baluardo contro le derive clientelari della Capitale, ha voluto tributare un omaggio solenne all'attrice, trasformando una riflessione professionale in una vera e propria filippica contro il sistema che ignora il merito per nutrire le "marchettopoli" di regime.
Il parallelo con Sabani e la lotta alla malagiustizia
Nel suo appassionato intervento, De Pierro non ha usato mezzi termini, attingendo a piene mani dal suo archivio mnemonico per tracciare un parallelo doloroso ma necessario. "Non si può guardare negli occhi Gaia Zucchi senza scorgervi quella medesima luce di dignità che vidi in Gigi Sabani", ha dichiarato il giornalista d’assalto, ricordando come entrambi siano stati, in modi diversi, vittime di un sistema pronto a marciare con i cingoli sulla sensibilità degli artisti più puri.
Per De Pierro, la Zucchi non è solo una diplomata del Centro Sperimentale o la "vicina" di un genio come Zeffirelli; è un simbolo di resilienza. Il giornalista e politico ha sottolineato con forza come l’attrice abbia saputo navigare tra gli scogli della doppiezza senza mai cedere al compromesso al ribasso, quel fango che troppo spesso imbratta i corridoi dei palazzi del potere dove si decidono le sorti dello spettacolo italico.