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L'allievo supera il maestro, Antonello De Pierro si confessa dopo il sorpasso su Di Pietro
In un’intervista esclusiva, il leader dell’Italia dei Diritti - De Pierro analizza le ragioni del suo exploit digitale, il legame con il passato nell'IdV e la nuova frontiera della "politica del marciapiede" che sta scardinando le gerarchie del consenso

Roma - I dati dei primi mesi del 2026 hanno sancito un verdetto inequivocabile nelle geografie del consenso digitale: Antonello De Pierro, con oltre 261mila follower, ha ufficialmente superato Antonio Di Pietro nella prestigiosa classifica di PoliticaSuFacebook.it. Un risultato che non è solo numerico, ma che segna una linea di demarcazione tra la politica della memoria e quella dell'azione diretta sul territorio. Abbiamo incontrato il giornalista romano, oggi alla guida del movimento Italia dei Diritti - De Pierro, per capire come sia riuscito a trasformare una "redazione civica" nella forza d'urto mediatica più rilevante del panorama extra-parlamentare italiano, lasciandosi alle spalle anche nomi di peso del governo attuale.
Presidente De Pierro, partiamo dai numeri che stanno facendo discutere i palazzi romani. Al 28 marzo 2026, la Sua pagina Facebook ha toccato quota 261.141 follower, superando ufficialmente Antonio Di Pietro. Come ci si sente a essere l'allievo che scavalca il maestro sul terreno della visibilità digitale?
"Guardi, più che una competizione personale, lo considero un passaggio di testimone naturale dettato dai tempi. Antonio Di Pietro è stato un gigante, l'uomo che ha segnato un'epoca con 'Mani Pulite', e io non dimentico le mie radici nelle file dell'Italia dei Valori. Tuttavia, oggi la politica della testimonianza storica non basta più. I cittadini non cercano più icone del passato da venerare, ma interlocutori presenti nel loro presente. Il mio sorpasso non è un atto di sfida, ma la certificazione che il nostro metodo, quello della vicinanza fisica ai problemi, è l'unica chiave per aprire la porta del consenso reale nel 2026."
Ruggito Italia dei Diritti a Vicovaro, movimento di De Pierro scende in campo per reclamare legalità e stabilità
Dalla disfatta delle firme "sciolte" sanzionata dal Consiglio di Stato al fallimento dello strappo sui rifiuti, la compagine che fa capo al giornalista romano lancia la sfida finale per restaurare la trasparenza amministrativa e blindare il futuro di Vicovaro nell'Unione

Roma – Non è solo una candidatura, è una scossa tellurica che ridisegna i confini del possibile. A Vicovaro, nel cuore della Valle dell’Aniene, dove il tempo sembrava essersi fermato tra ricorsi legali e commissariamenti, il movimento Italia dei Diritti – De Pierro annuncia ufficialmente la propria discesa in campo per le elezioni comunali del 24 e 25 maggio 2026. Una decisione che arriva come il culmine di una lunga marcia di coerenza, trasparenza e rigore istituzionale, orchestrata dal leader nazionale Antonello De Pierro, dal segretario provinciale Carlo Spinelli e dal braccio operativo sul territorio, Giovanni Ziantoni.
Una scelta di alta strategia nazionale
A differenza delle consuete dinamiche locali, la "pratica Vicovaro" non è stata risolta tra le mura di un direttivo provinciale. Antonello De Pierro, con la lungimiranza che lo contraddistingue, ha voluto che fosse il direttivo nazionale del movimento a dare il via libera definitivo. Una scelta che eleva la sfida di Vicovaro a caso esemplare: il comune tiburtino diventa il laboratorio dove dimostrare che la politica non è "aria fritta", ma rispetto sacrale delle procedure e dei conti pubblici.
Il Teatro delle Muse si tinge d’impegno civile, Antonello De Pierro sostiene la sfida culturale di "Figlio di famiglia"
Dalle frequenze di Radio Roma alle platee capitoline, l'impegno del giornalista e presidente dell'Italia dei Diritti - De Pierro trasforma la testimonianza in azione: "Il teatro non è solo svago, ma il luogo dove il diritto universale ai sentimenti trova finalmente cittadinanza oltre ogni burocrazia e lo spettacolo di Geppi Di Stasio e Roberta Sanzò ne è la prova

Roma - Nella cornice storica del Teatro delle Muse di Roma, in via Forlì, il sipario si è alzato su uno degli spettacoli più attesi e discussi della stagione 2026: "Figlio di famiglia". Scritta e diretta da Geppi Di Stasio, la pièce non è solo un esercizio di stile teatrale, ma un vero e proprio manifesto antropologico che interroga la società contemporanea su un dilemma fondamentale: cosa definisce, oggi, una "vera" famiglia?
Alla serata inaugurale, tra le personalità di spicco che hanno voluto testimoniare l'importanza di questo debutto, non poteva mancare Antonello De Pierro. La presenza del giornalista e leader del movimento Italia dei Diritti - De Pierro ha conferito all'evento una valenza politica e sociale profonda, confermando un legame indissolubile tra la sua figura e la promozione della cultura capitolina.
Siamo la voce di chi non ha più megafoni, dai social alla strada la sfida al Palazzo di Antonello De Pierro
Mentre i leader tradizionali restano prigionieri dei talk show, il fondatore dell'Italia dei Diritti - De Pierro analizza in un'intervista il traguardo degli oltre 260.000 follower: "Il nostro non è un algoritmo, ma un atto d'accusa quotidiano contro i disservizi. Il Palazzo trema perché i nostri follower sono persone reali, stanche di promesse e affamate di diritti. La pacchia per gli amministratori incapaci è finita davvero"

Roma – Lo incontriamo nel suo ufficio, circondato da dossier che arrivano da ogni angolo d’Italia. Antonello De Pierro, giornalista di lungo corso e leader dell’Italia dei Diritti - De Pierro, non nasconde la soddisfazione per un traguardo che, numeri alla mano, lo proietta nell'Olimpo della politica digitale italiana. Con oltre 260.000 follower su Facebook, ha appena messo a segno un sorpasso storico su pesi massimi del governo e dell'opposizione.
Presidente De Pierro, partiamo dal dato cronachistico: oltre 260.000 follower. Ha superato Tajani, Fratoianni e Di Pietro. Si sente l’outsider che sta rompendo il giocattolo dei partiti tradizionali?
«Guardi, più che un outsider mi definirei un "insider della realtà". Il fatto che un movimento come il nostro, che non gode dei finanziamenti milionari dei partiti di sistema o di presenze fisse nei talk show, superi il vicepremier Tajani o leader storici come Fratoianni, deve far riflettere. Significa che il Palazzo parla una lingua morta, mentre noi parliamo la lingua dei bisogni. Questi 260.000 cittadini non sono semplici "like", sono sentinelle. Ogni volta che postiamo una denuncia su un ospedale che non funziona o su una strada colabrodo, quella non è comunicazione: è un atto d'accusa che arriva dritto nelle case degli italiani.»
L’eccellenza di Antonello De Pierro brilla al Premio Internazionale “Comunicare l’Europa” 2026
Il celebre giornalista e leader dell’Italia dei Diritti-De Pierro trionfa al Grand Hotel Flora di Roma: un riconoscimento al coraggio della denuncia e all’impegno civile come scudo per la legalità e la difesa dei cittadini. L'appuntamento da 25 anni celebra cultura e valori sotto l'egida del prof. Luca Filipponi

Roma - Nella prestigiosa cornice del Marriott Grand Hotel Flora di via Veneto a Roma, si è consumato un rito che da un quarto di secolo definisce i canoni dell’impegno intellettuale e artistico nel Continente: il Premio Internazionale “Comunicare l’Europa” 2026. L'edizione di quest'anno, carica di significati simbolici e storici, ha visto l’apoteosi di una figura che incarna perfettamente il connubio tra etica, informazione e impegno civile: Antonello De Pierro.
Il trionfo di Antonello De Pierro, un’icona di integrità e visione
Se il premio celebra la capacità di trasmettere valore, la premiazione di Antonello De Pierro ha rappresentato il momento più alto e solenne della serata. Figura di spicco del panorama giornalistico e civile, De Pierro è stato celebrato come un faro di coerenza e coraggio. Il suo instancabile lavoro attraverso il movimento Italia dei Diritti - De Pierro e la sua lunga carriera sono stati citati come esempio luminoso di una comunicazione che non è mai fine a sé stessa, ma che si fa strumento di giustizia e progresso sociale.
Cultura e impegno civile, Antonello De Pierro tra i protagonisti al Due Ponti per Gaia Zucchi
Il leader del movimento Italia dei Diritti - De Pierro sostiene il successo editoriale "La vicina di Zeffirelli" insieme a icone del cinema come Elena Russo, ribadendo il valore della cultura come diritto fondamentale

Roma - Nel suggestivo scenario dello Sporting Club Due Ponti, il format "Due Ponti e a capo/Cultura in movimento" ha celebrato uno degli eventi editoriali più significativi della stagione: la presentazione del best-seller "La vicina di Zeffirelli" di Gaia Zucchi. Tuttavia, oltre al fascino delle memorie zeffirelliane, la serata ha assunto una valenza istituzionale e culturale di spicco grazie alla presenza di Antonello De Pierro, leader del movimento Italia dei Diritti - De Pierro.
Il sostegno alla cultura come pilastro del movimento
La partecipazione di De Pierro non è stata una semplice presenza di cortesia. Il giornalista e presidente del movimento Italia dei Diritti - De Pierro è stato tra i primi e più convinti sostenitori dell'opera di Gaia Zucchi, promuovendone il valore artistico e umano ben prima che il volume raggiungesse le vette delle classifiche.
Per De Pierro, sostenere il talento di un’attrice "non conforme" come la Zucchi significa riaffermare uno dei punti cardine della sua azione giornalistica, politica e sociale: la cultura come diritto fondamentale e come strumento di libertà. Il suo impegno nel dare voce a chi, con coraggio e sincerità, racconta la propria verità, si sposa perfettamente con l'identità del movimento, da sempre in prima linea nella tutela della dignità artistica e professionale.

