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L'ARTE DEL CANOVA
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Roma - Dopo la prima di "C’eravamo tanto odiati" al Teatro Golden, abbiamo incontrato il Presidente Antonello De Pierro. Tra i ricordi degli anni a Radio Roma e le nuove battaglie civili, emerge il ritratto di un uomo che vede nel palcoscenico lo specchio necessario di una società che non deve mai perdere la propria umanità.

Roma - Il dibattito sulla violenza di genere si arricchisce di una voce fuori dal coro, quella di Antonello De Pierro. Il giornalista, presidente del movimento Italia dei Diritti - De Pierro, non usa giri di parole per definire l'attuale panorama legislativo. Reduce dalla commozione per la perdita di Federica Torzullo, la giovane di Anguillara Sabazia, funzionaria di Poste Italiane, con cui aveva avuto un confronto dialogico in un paio di occasioni presso l'Aeroporto di Fiumicino, dov'è stato poliziotto, e condivideva le comuni origini lucane, De Pierro analizza il fallimento della deterrenza penale. In questa conversazione, il leader del movimento traccia la rotta per una rivoluzione che non sia solo sanzionatoria, ma profondamente psicologica e culturale, puntando il dito contro un'istituzione che troppo spesso si limita a celebrare funerali anziché proteggere esistenze.

Roma - A margine del fortunato vernissage di via Margutta, dedicato al compianto pittore e scultore Mario Russo, abbiamo incontrato il giornalista Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti - De Pierro. In un’epoca di "divi di cartone", l'ex direttore di Radio Roma ci offre una riflessione profonda sul valore della memoria, sul suo legame con Adriana Russo e sul ruolo dell'eccellenza nel panorama nazionale.
Presidente De Pierro, vederla in via Margutta, tra le opere del maestro Mario Russo, trasmette l’idea di un ritorno a una dimensione estetica quasi perduta. Cosa ha provato varcando la soglia di Area Contesa Artedesign?
"Varcare quella soglia è stato come compiere un viaggio catartico lontano dal frastuono della mediocrità contemporanea. Le opere del maestro Russo non sono semplici tele, ma frammenti di un’anima che ha saputo cristallizzare la bellezza in un eterno presente. In un’epoca in cui il parenchima sociale appare spesso sfilacciato e privo di punti di riferimento, trovarsi dinanzi a tanta esplicitazione creativa permette di riconnettersi con le vibrazioni più nobili del nostro spirito."