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L'ARTE DEL CANOVA
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Roma - L'eco delle polemiche nate sul palco dell'Ariston non accenna a spegnersi. Mentre le classifiche celebrano il trionfo di Sal Da Vinci, una voce fuori dal coro si leva con forza per denunciare i rischi sociali sottesi a un certo tipo di narrativa musicale. Antonello De Pierro, giornalista e presidente del movimento Italia dei Diritti - De Pierro, analizza in questa conversazione il pericoloso cortocircuito tra industria dello spettacolo e diritti civili, tracciando un legame diretto tra il linguaggio delle canzoni e le piaghe sociali dello stalking e della violenza di genere.
Presidente De Pierro, la sua posizione sulla vittoria di Sal Da Vinci ha sollevato un polverone. Molti la accusano di voler "processare" una canzone d'amore. È davvero così?
Assolutamente no. Qui non siamo in un tribunale inquisitorio contro la musica, ma in un osservatorio sociologico sui diritti. La mia critica non è rivolta all'uomo o all'artista, ma al messaggio che il pubblico ha deciso di elevare a simbolo nazionale. Sal Da Vinci è un interprete di indiscutibile talento, un professionista con una vocalità straordinaria e una storia artistica di tutto rispetto. Il punto non è "come" canta, ma "cosa" il pubblico ha voluto sentire e premiare in questa edizione del Festival. Quando una nazione intera sceglie un brano che declina l’amore come una forma di sottomissione eterna e dipendenza vitale, sta lanciando un segnale d'allarme che non possiamo ignorare.

Roma - La notizia della scomparsa di Enrica Bonaccorti ha lasciato un vuoto siderale nel mondo dello spettacolo italiano. Per capire chi fosse realmente Enrica al di fuori dei riflettori, abbiamo incontrato Antonello De Pierro, giornalista e presidente del movimento Italia dei Diritti - De Pierro. De Pierro, che con lei ha condiviso anni di militanza animalista e successi radiofonici, ci accoglie nel suo studio, visibilmente commosso, circondato da foto e ritagli che testimoniano un sodalizio d'altri tempi.
Presidente De Pierro, oggi l’Italia piange Enrica Bonaccorti. Qual è il primo pensiero che le è balzato in mente appena appresa la notizia?
"Un senso di ingiustizia profonda. Se ne va una donna che era un esempio raro di 'dolcezza professionale'. Enrica aveva una classe innata, ma sotto quella superficie vellutata batteva il cuore di una guerriera. Il mio pensiero è andato immediatamente a tutte le battaglie condivise. Non ho perso solo una collega stimata o un'ospite illustre delle mie trasmissioni; ho perso una complice morale. Il nostro era, ed è, un legame che non muore mai, perché fondato su valori che superano la barriera dell'esistenza terrena."

Roma - L’iniziativa del movimento Italia dei Diritti - De Pierro segna una svolta nel panorama della cittadinanza attiva. Dopo il via libera del direttivo nazionale, il movimento guidato da Antonello De Pierro lancia un monitoraggio senza precedenti sulla sicurezza dei locali pubblici, puntando non solo alla denuncia delle irregolarità, ma a una riforma legislativa che metta fine all'epoca delle sanzioni simboliche. In questa intervista esclusiva, il presidente De Pierro illustra la strategia operativa e la ferma posizione politica del movimento.
Presidente De Pierro, la tragedia di Capodanno a Crans-Montana sembra aver segnato un punto di non ritorno per il Suo movimento. Perché avete deciso di scendere in campo direttamente con le "sentinelle della legalità"?
"Quello che è successo a Crans-Montana non è solo una tragedia, è un monito. Non possiamo più permetterci di aspettare che le istituzioni, a volte troppo lente o distratte, agiscano. Con il direttivo nazionale abbiamo deciso di traslare l'esperienza dei nostri 'consiglieri ombra' su un piano operativo immediato. Le sentinelle della legalità nascono per essere gli occhi dei cittadini laddove la politica e i controlli ufficiali non arrivano. È un atto di responsabilità civile verso il Paese."