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Il diritto come forza, intervista esclusiva ad Antonello De Pierro nuovo senatore accademico dell'Università Auge
Il giornalista e leader del movimento Italia dei Diritti–De Pierro riceve il prestigioso riconoscimento dal Rettore Giuseppe Catapano e lancia una sfida culturale: trasformare la conoscenza giuridica in un "parenchima sociale" capace di rigenerare la civiltà e proteggere i giovani dalla prevaricazione

Roma - In occasione della solenne cerimonia svoltasi presso l’Aula Magna del Centro Studi della Sapienza a Roma, l’Università Auge ha celebrato non solo il merito accademico, ma l’impegno civile di chi ha fatto della legalità la propria ragione di vita. Tra i momenti più significativi della giornata, spicca il conferimento del titolo di senatore accademico onorario ad Antonello De Pierro. Giornalista di lungo corso e leader carismatico del movimento Italia dei Diritti–De Pierro, ha saputo trasformare il ringraziamento istituzionale in una profonda riflessione filosofica. In questa conversazione, De Pierro approfondisce i temi del suo intervento, spiegando perché il diritto debba essere inteso non come un freddo insieme di codici, ma come la forza vitale e pulsante di una società moderna.
Presidente De Pierro, partiamo dal momento della consegna. Il Rettore dell’Università Auge, Prof. Giuseppe Catapano, Le ha conferito il titolo di senatore accademico onorario. Cosa ha provato in quel momento, non solo come giornalista, ma come leader di un movimento che fa dei diritti la propria bandiera?
"È stato un momento di profonda sintesi. Sa, spesso si tende a separare l'ambito accademico da quello dell'impegno civile 'di strada', quello che portiamo avanti con l'Italia dei Diritti–De Pierro. In quell'aula, invece, ho sentito che questi due mondi si toccavano finalmente. Ricevere questo titolo dal Rettore Catapano, che stimo profondamente per la sua capacità di rendere la cultura giuridica viva e non polverosa, significa che il nostro lavoro di denuncia e di tutela dei cittadini ha una dignità scientifica e istituzionale. Non è solo un premio alla carriera, ma una conferma: la nostra lotta per la legalità è una forma di altissima pedagogia sociale."
Nel suo discorso ha usato un termine scientifico molto potente: "parenchima sociale". Ha spiegato che dove si diffonde il diritto si crea un’evoluzione di questo tessuto. Può approfondire questa visione?
"Certamente. In istologia, il parenchima è il tessuto funzionale di un organo, quello che lo fa lavorare davvero. Se trasliamo questo concetto alla società, il diritto non è la 'cornice' esterna, ma la cellula stessa. Una società senza consapevolezza giuridica è un organismo malato, destinato alla necrosi. Quando noi formiamo i giovani alla materia giuridica, ed è per questo che seguo con estremo interesse l'offerta formativa dell'Auge, stiamo praticamente effettuando una rigenerazione cellulare. Più diritto c'è nel cittadino, più il parenchima sociale è sano, resistente alle infezioni della corruzione e dell'arbitrio. Se il tessuto è forte, la società progredisce. Se il tessuto è debole, il corpo sociale crolla sotto il peso dell'illegalità."
Con Barbuto i territori diventano l'avanguardia del riscatto civico, intervista esclusiva ad Antonello De Pierro
Il leader dell'Italia dei Diritti-De Pierro svela i dettagli del nuovo corso impresso al movimento: "Non siamo mai stati una forza locale, ma oggi, con la nomina di un fuoriclasse dell'organizzazione territoriale alla guida delle nostre segreterie locali, colmeremo ogni zona scoperta del Paese per istituzionalizzare definitivamente la nostra politica di prossimità"

Roma – Lo incontriamo a poche ore dall'annuncio che ha ridefinito l'organigramma nazionale del movimento. Antonello De Pierro, presidente dell'Italia dei Diritti-De Pierro, non nasconde l'entusiasmo. La scrivania è sommersa dalle planimetrie organizzative delle nuove segreterie provinciali in fase di inaugurazione, a testimonianza del fatto che la macchina operativa, sotto la spinta della nuova nomina, si è già messa in moto a pieno regime.
Presidente De Pierro, andiamo subito al punto. Affidare a Danilo Barbuto la carica di responsabile nazionale del Coordinamento Territoriale e dei Circoli è una mossa che ridefinisce gli equilibri interni ed esterni del movimento. Perché proprio lui e perché in questo preciso momento storico?
«Guardi, la politica odierna soffre di un male oscuro: l'evanescenza. I partiti si sono trasformati in comitati elettorali digitali, privi di carne, sangue e, soprattutto, di radicamento reale. L'Italia dei Diritti ha sempre remato in direzione ostinata e contraria rispetto a questa deriva. In quest'ottica, la scelta di Danilo Barbuto non è semplicemente opportunistica, è scientifica. Danilo è l'uomo che ha dimostrato al Paese, partendo dalla trincea dei Meetup di Roma, che la democrazia dal basso non è un'utopia se supportata da un metodo rigoroso, da una logistica impeccabile e da una dedizione totale al territorio. Scegliere lui oggi significa dire all'Italia che la nostra fase di radicamento entra in un'era di maturità geometrica. Non vogliamo solo essere presenti, vogliamo essere capillarmente incidenti».
A Percile consiglio d’insediamento diventa arena senza contraddittorio, replica Italia dei Diritti-De Pierro
Il sindaco Claudio Giustini attacca la stampa e le segnalazioni del movimento alla presenza del presidente Antonello De Pierro, impossibilitato a replicare per regolamento. Il noto giornalista d'inchiesta e leader del movimento affida ai canali mediatici una risposta dettagliata e preannuncia un cambio di passo radicale: "Informazione è responsabilità civile. Saremo sentinelle inflessibili a tutela dei cittadini, senza genuflessioni". Sotto la lente anche le affermazioni sul presunto "danno d'immagine" e l'attesa dei verbali ufficiali sull'albo pretorio

Roma - Mercoledì scorso si è tenuto il consiglio comunale d’insediamento a Percile, l’incantevole borgo della Valle dell’Aniene immerso nella cornice naturalistica del Parco dei Monti Lucretili, a seguito delle recenti consultazioni elettorali. La seduta, presieduta dal sindaco neoeletto e riconfermato Claudio Giustini, ha visto l’insediamento ufficiale, tra i banchi dell'opposizione, dei consiglieri eletti per il movimento Italia dei Diritti - De Pierro: Luca Hammad, già candidato alla carica di primo cittadino, e Barbara Pasquini, risultata la figura più votata in assoluto tra tutti i candidati alla carica di consigliere.
Tuttavia, l'avvio della nuova consiliatura è stato contrassegnato da un episodio che ha creato un clima di tensione istituzionale, suscitando profonda perplessità sul piano del galateo istituzionale e del principio del contraddittorio. Prima ancora di prestare il solenne giuramento di rito, il sindaco Giustini ha ritenuto di dover prendere la parola per rivolgere pubblicamente una serie di contestazioni, incentrate su articoli giornalistici e segnalazioni territoriali apparsi nei mesi precedenti su diverse testate.
Intervista ad Antonello De Pierro, parlando di "atto sovversivo" Colarossi offende la democrazia
Il presidente dell'Italia dei Diritti-De Pierro interviene duramente dopo le elezioni amministrative a Vicovaro: l'affondo contro il consigliere regionale di Forza Italia per la frase sull' "atto sovversivo", la sfida politica ai vertici nazionali di Tajani e l'annuncio di una battaglia legale per i disservizi subiti durante il comizio di chiusura

Roma – All’indomani della proclamazione degli eletti nel comune di Vicovaro, il clima politico è tutt'altro che disteso. Se da un lato il centrodestra festeggia la riconferma di Nello Crielesi, dall'altro Antonello De Pierro, leader dell’Italia dei Diritti-De Pierro e figura centrale nell’opposizione di controllo territoriale, apre un fronte di scontro istituzionale senza precedenti. In questa intervista esclusiva, De Pierro analizza i rischi democratici insiti nelle recenti dichiarazioni di Marco Colarossi, chiarisce la posizione del suo movimento rispetto alla nuova amministrazione e annuncia le prossime mosse legali per un voto che definisce "falsato" nei fatti.
Danilo Barbuto nominato responsabile nazionale del Coordinamento Territoriale e Circoli dell'Italia dei Diritti-De Pierro
Il presidente Antonello De Pierro affida la regia organizzativa del movimento all'ex pilastro dei Meetup romani: "E' l'uomo della svolta capillare"'. L'obiettivo è la copertura chirurgica di ogni comune d'Italia per potenziare la rete dei consiglieri ombra e consolidare la presenza storica in regioni chiave come Lazio, Campania, Basilicata e Veneto

Roma – Il presidente dell'Italia dei Diritti-De Pierro, Antonello De Pierro, ha sciolto le riserve ufficializzando una nomina che promette di mutare profondamente gli equilibri della politica di prossimità nel nostro paese. Danilo Barbuto, figura storica dell'attivismo capitolino e già "architetto" dei Meetup di Roma, assume il prestigioso e delicato incarico di responsabile nazionale del Coordinamento Territoriale e dei Circoli.
La scelta, maturata direttamente dal vertice del movimento, non è solo un riconoscimento alla carriera di un uomo che ha cambiato la storia della partecipazione civile a Roma, ma rappresenta una precisa dichiarazione d’intenti politica: l'Italia dei Diritti-De Pierro si prepara a una fase di espansione e radicamento senza precedenti.
Il "regista" delle basi approda alla sfida nazionale
Danilo Barbuto è universalmente riconosciuto come il motore immobile che, anni fa, permise a un’idea di trasformarsi in una realtà di governo. Senza la sua capacità di tessere reti umane e tecniche, senza la sua visione di un’organizzazione capillare e metodica, la parabola di molti leader politici nazionali nati a Roma avrebbe avuto probabilmente un esito diverso.
Oggi Barbuto mette questa immensa esperienza al servizio di Antonello De Pierro. Il suo incarico come responsabile nazionale del Coordinamento Territoriale significa una sola cosa: l’applicazione sistematica di un modello di partecipazione che non lascia spazio all'improvvisazione. Barbuto avrà il compito di inaugurare e gestire nuove sedi in ogni distretto del territorio nazionale, armonizzando le istanze locali con la linea politica nazionale del movimento.
Antonello De Pierro rompe il silenzio, Gaia Zucchi è l'antidoto al decadimento culturale dei palazzi del potere
Il leader dell’Italia dei Diritti-De Pierro e direttore di Italymedia.it eleva un vessillo in difesa dell’attrice romana, scagliandosi contro lo sciacallaggio mediatico e la malagiustizia che ammorbano il merito: "In lei rivedo la purezza dei grandi, la stessa che legava la mia anima ad alcuni personaggi immortali che purtroppo non sono più tra noi

Roma - In un panorama mediatico troppo spesso ridotto a un deserto di contenuti, dove il fragore della "tv trash" copre il sussurro del talento verace, la voce di Antonello De Pierro torna a levarsi nitida e tagliente. Questa volta, il bersaglio della sua analisi, sempre lucida e sempre spudoratamente onesta, è la difesa della qualità artistica e umana, incarnata dalla figura di Gaia Zucchi.
Il presidente del movimento Italia dei Diritti-De Pierro, con la consueta schiena dritta che lo ha reso un baluardo contro le derive clientelari della Capitale, ha voluto tributare un omaggio solenne all'attrice, trasformando una riflessione professionale in una vera e propria filippica contro il sistema che ignora il merito per nutrire le "marchettopoli" di regime.
Il parallelo con Sabani e la lotta alla malagiustizia
Nel suo appassionato intervento, De Pierro non ha usato mezzi termini, attingendo a piene mani dal suo archivio mnemonico per tracciare un parallelo doloroso ma necessario. "Non si può guardare negli occhi Gaia Zucchi senza scorgervi quella medesima luce di dignità che vidi in Gigi Sabani", ha dichiarato il giornalista d’assalto, ricordando come entrambi siano stati, in modi diversi, vittime di un sistema pronto a marciare con i cingoli sulla sensibilità degli artisti più puri.
Per De Pierro, la Zucchi non è solo una diplomata del Centro Sperimentale o la "vicina" di un genio come Zeffirelli; è un simbolo di resilienza. Il giornalista e politico ha sottolineato con forza come l’attrice abbia saputo navigare tra gli scogli della doppiezza senza mai cedere al compromesso al ribasso, quel fango che troppo spesso imbratta i corridoi dei palazzi del potere dove si decidono le sorti dello spettacolo italico.
