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Dopo che al popolare comico è stato negato l'accesso alle esequie il giornalista presidente dell'Italia dei Diritti si è schierato a difesa dell'amico ed, esprimendo profondo dolore, ha raccontato alcuni ricordi personali sul conduttore prematuramente scomparso

 

Roma - L'esternazione del suo dolore per la prematura scomparsa di Fabrizio Frizzi, il giornalista presidente dell'Italia dei Diritti Antonello De Pierro l'aveva affidata, con più di un post,  alle pagine dei social network Facebook e Twitter. Frasi commoventi in cui tesseva le lodi delle inconfutabili e commendevoli qualità del conduttore deceduto, sottolineando il legame amicale che intercorreva da lungo tempo con lui. Gli aveva anche portato l'ultimo saluto presso la camera ardente allestita preso la sede Rai di viale Mazzini, ma aveva deciso di non presenziare al funerale, che si è svolto presso la chiesa degli Artisti di piazza del Popolo a Roma. E dopo aver letto il post pubblicato sul suo profilo Facebook dall'amico Gianfranco D'Angelo, il quale lamentava che non gli era stato permesso l'accesso alla chiesa in quanto la cerimonia era per "pochi intimi", non ha potuto esimersi dal polemizzare schierandosi al suo fianco e commentando lo sfogo del noto attore comico, in cui emergevano anche le motivazioni che l'avevano spinto a disertare le esequie.

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Il giornalista presidente dell'Italia dei Diritti, da sempre impegnato nel sostegno al cinema made in Italy, ha partecipato a Roma alla prima di "I love... Marco Ferreri", diretto dal noto regista capitolino

Roma - Il sostegno alla settima arte, definizione confezionata nel lontano 1921 dal noto critico Ricciotto Canudo e ormai entrata nel patrimonio concettuale collettivo quale sinonimo di cinema, rimane ai primi posti nell'agenda operativa del giornalista presidente dell'Italia dei Diritti e direttore di Italymedia.it Antonello De Pierro.

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