Cultura, Sport e Spettacolo
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Michelangelo Tommaso si racconta
C'è chi lo ricorda come Filippo di "Un posto al sole" o il timido Paolo in "Saturno contro" di Ozpetek. Michelangelo Tommaso ha ricominciato a studiare recitazione ed è tornato a teatro con "Iene", versione femminile dell'omonimo film di Tarantino in anteprima al Derby di Milano il 23-24-26-27 aprile. "Sono piacevolmente vittima delle donne sul palco", dice l'attore a Tgcom che ricorda quella volta sul set sei anni fa con le gemelle Olsen...
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L'impegno nel cast di "Un posto al sole" e le ultime settimane di lavorazione di un film in uscita in autunno. Valentina ha bisogno di una vacanza: «Dieci giorni di mare non me li toglie nessuno»

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando quel pigmalione di Gianni Boncompagni scelse di far sedere proprio lei sullo sgabello della Ballerina di Siviglia. Valentina Pace non doveva aprire bocca ma continuare a sorridere enigmatica, come una Gioconda mediatica. Eppure bastò questo, e la canzoncina tormentone che accompagnava ogni sua apparizione, a imprimere il suo viso bello e pulito nella memoria dei telespettatori tiratardi.
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Dalle missioni aeree nel Pacifico, Altman passò per caso al cinema industriale, poi alla televisione, mettendosi a fare cose tipo 'Bonanza' e finendo per litigare con Hitchcock che lo aveva chiamato per lavorare nella serie 'Alfred Hitchcock presents'. "A parte il fatto che non mi piacevano i suoi film, perché sono troppo curati", ricorda, "un giorno ho detto che una sceneggiatura era brutta e che non intendevo dirigerla. Mi hanno risposto: 'Grazie mister Altman' e non mi hanno più chiamato". Già allora Altman era un ribelle, uno spirito indipendente. Agli occhi degli studios, un rompiballe, tanto che quando fece vedere 'M.A.S.H' per la prima volta, la Fox ebbe la tentazione di cestinarlo. "È il primo film americano a mettere apertamente in ridicolo Dio", scrisse scandalizzato il 'New York Times'. Ma fu un immediato successo. E negli anni a venire Altman realizzò una serie di film che sono entrati nella storia del cinema: 'I compari', 'Il lungo addio', 'California Poker' e quello che per molti resta il suo capolavoro, 'Nashville'.
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colloquio con Carlo Freccero
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È qui che ultimamente Luciana ha forse trovato il suo registro definitivo, aggiungendo alle scabrosità lessicali di sempre l'attenzione irsuta all'attualità politica e sociale. Ha così sommato pubblico nuovo a pubblici antichi, raggiungendo vette di share e di gradimento clamorosi.
È così, Littizzetto? RaiTre l'ha finalmente consacrata grande comica?
"E pensare che mi dicevo: se vai a RaiTre, sai dove vai, in un posto dove ti pagano poco e ti vedono meno".
Invece?
"Invece è scattato qualcosa. Fazio mi ha dato cittadinanza con il suo pubblico, io gli ho portato l'altra parte, quella che mai si sarebbe sintonizzata per vedere un'intervista a Padoa-Schioppa. Con tutto il rispetto per Padoa".
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