Cultura, Sport e Spettacolo

Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti-De Pierro apre lo scrigno dei ricordi: "Enrica non era solo una stella della TV, era la nostra leonessa nelle battaglie per gli ultimi. Tra noi un legame eterno nato sulle frequenze di Radio Roma"

Roma - La notizia della scomparsa di Enrica Bonaccorti ha lasciato un vuoto siderale nel mondo dello spettacolo italiano. Per capire chi fosse realmente Enrica al di fuori dei riflettori, abbiamo incontrato Antonello De Pierro, giornalista e presidente del movimento Italia dei Diritti - De Pierro. De Pierro, che con lei ha condiviso anni di militanza animalista e successi radiofonici, ci accoglie nel suo studio, visibilmente commosso, circondato da foto e ritagli che testimoniano un sodalizio d'altri tempi.

Presidente De Pierro, oggi l’Italia piange Enrica Bonaccorti. Qual è il primo pensiero che le è balzato in mente appena appresa la notizia?

"Un senso di ingiustizia profonda. Se ne va una donna che era un esempio raro di 'dolcezza professionale'. Enrica aveva una classe innata, ma sotto quella superficie vellutata batteva il cuore di una guerriera. Il mio pensiero è andato immediatamente a tutte le battaglie condivise. Non ho perso solo una collega stimata o un'ospite illustre delle mie trasmissioni; ho perso una complice morale. Il nostro era, ed è, un legame che non muore mai, perché fondato su valori che superano la barriera dell'esistenza terrena."

Il leader del movimento Italia dei Diritti - De Pierro, storica voce di Radio Roma e direttore di Italymedia.it, si confessa in un colloquio a tutto campo tra cinema, impegno civile e grandi amicizie, ribadendo la centralità dell'arte nella sua battaglia politica

 

Roma - All'indomani del grande successo riscosso all'Anica dal docufilm di Pierfrancesco Campanella, "C’era una volta il beat italiano", abbiamo incontrato Antonello De Pierro. Il presidente del movimento Italia dei Diritti - De Pierro, figura di spicco del panorama giornalistico e politico romano, ha condiviso con noi una riflessione profonda che lega indissolubilmente la sua storica attività di promozione culturale su Radio Roma e Italymedia.it alla sua attuale sfida alla guida del movimento che porta il suo nome. Tra aneddoti legati alle icone presenti all'evento e una visione granitica sul futuro del cinema italiano, De Pierro traccia la rotta di un impegno che non conosce sosta.

Il giornalista e leader dell’Italia dei Diritti - De Pierro analizza il valore della memoria e dell’eccellenza artistica a margine del vernissage dedicato al maestro Mario Russo in via Margutta

Roma - A margine del fortunato vernissage di via Margutta, dedicato al compianto pittore e scultore Mario Russo, abbiamo incontrato il giornalista Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti - De Pierro. In un’epoca di "divi di cartone", l'ex direttore di Radio Roma ci offre una riflessione profonda sul valore della memoria, sul suo legame con Adriana Russo e sul ruolo dell'eccellenza nel panorama nazionale.

Presidente De Pierro, vederla in via Margutta, tra le opere del maestro Mario Russo, trasmette l’idea di un ritorno a una dimensione estetica quasi perduta. Cosa ha provato varcando la soglia di Area Contesa Artedesign?

"Varcare quella soglia è stato come compiere un viaggio catartico lontano dal frastuono della mediocrità contemporanea. Le opere del maestro Russo non sono semplici tele, ma frammenti di un’anima che ha saputo cristallizzare la bellezza in un eterno presente. In un’epoca in cui il parenchima sociale appare spesso sfilacciato e privo di punti di riferimento, trovarsi dinanzi a tanta esplicitazione creativa permette di riconnettersi con le vibrazioni più nobili del nostro spirito."

Il leader del movimento Italia dei Diritti - De Pierro e già direttore storico di Radio Roma analizza il profondo legame tra impegno civile e palcoscenico, partendo dal successo di "C’eravamo tanto odiati" per riflettere sulla solitudine moderna e il valore dell'amicizia

Roma - Dopo la prima di "C’eravamo tanto odiati" al Teatro Golden, abbiamo incontrato il Presidente Antonello De Pierro. Tra i ricordi degli anni a Radio Roma e le nuove battaglie civili, emerge il ritratto di un uomo che vede nel palcoscenico lo specchio necessario di una società che non deve mai perdere la propria umanità.

Il giornalista e leader dell'Italia dei Diritti - De Pierro analizza il legame storico con Lino Patruno e lancia un monito sulla deriva culturale della società moderna

Roma - A margine delle celebrazioni per i 90 anni di Lino Patruno all’Auditorium Parco della Musica, abbiamo incontrato Antonello De Pierro, giornalista, direttore di Italymedia.it e presidente del movimento Italia dei Diritti - De Pierro. In questa lunga conversazione, De Pierro analizza lo stato della cultura italiana, il ruolo della politica nel difendere le eccellenze e la sua visione di una società che sembra aver smarrito la bussola del merito.

Presidente De Pierro, vederla all’Auditorium per omaggiare Lino Patruno non è sembrato solo un atto di presenza mondana, ma quasi una dichiarazione d'intenti. Cosa rappresenta per lei questa ricorrenza?

"Vede, celebrare le 90 primavere di un gigante come Lino Patruno significa, in primo luogo, riconciliarsi con la parte nobile del nostro parenchima sociale. Non è stata una semplice serata conviviale, ma un’immersione in quella sostanza artistica che ha saputo resistere alle intemperie dei decenni. Patruno non è solo il jazz o il teatro; è la testimonianza vivente di come la dedizione e lo studio possano produrre effetti indelebili nella storia dello spettacolo. La mia presenza lì, insieme a figure del nostro movimento come Rita Belpasso e Cinzia Loffredo, è stata una testimonianza di stima verso un’Italia che non si arrende all’approssimazione".

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