Cultura, Sport e Spettacolo

Quattordici concorrenti ( tra i quali l'ex velina Alessia Mancini e l'ex Miss Italia Denny Mendez ) paracadutati in Kenya e costretti a durissime prove di sopravvivenza. Il discusso reality di Raidue sbarca su Italia1. Resta immutato solo il nome della conduttrice. Che potrà contare su un inviato davvero speciale: Stefano Bettarini. Ecco tutti i segreti dello show che partirà il 20 settembre.

di Nicoletta Brambilla

Anche per Paola Perego questi sono gli ultimi giorni di vacanza, prima di riprendere una stagione televisiva intensa. E come è ormai sua abitudine, la conduttrice de «La Talpa» (la seconda edizione andrà in onda su Italia 1 dal 20 settembre), trascorre preziosi momenti di relax sul Decò, un cabinato, spazioso, ma non sfarzoso, ormeggiato a Porto Ercole, perla dell’Argentario. «Di solito, finiti gli impegni di lavoro vengo qui con i miei figli Giulia e Riccardo (avuti dall’ex marito ed ex calciatore Andrea Carnevale, n.d.r.) e stiamo in questo paradiso per circa due mesi» racconta la conduttrice che abbiamo trovato in perfetta forma, abbronzata, senza trucco, salvo quello permanente intorno alle labbra e con addosso un semplice camicione di lino bianco.

Michelangelo Tommaso si racconta

C'è chi lo ricorda come Filippo di "Un posto al sole" o il timido Paolo in "Saturno contro" di Ozpetek. Michelangelo Tommaso ha ricominciato a studiare recitazione ed è tornato a teatro con "Iene", versione femminile dell'omonimo film di Tarantino in anteprima al Derby di Milano il 23-24-26-27 aprile. "Sono piacevolmente vittima delle donne sul palco", dice l'attore a Tgcom che ricorda quella volta sul set sei anni fa con le gemelle Olsen...

di Alessandra Mammì
Reality copiati male dagli Usa. Fiction stile anni Sessanta. Informazione a tutto gossip. La diagnosi impietosa dell'ex direttore di RaiDue
colloquio con Carlo Freccero
Piero Chiambretti e Carlo Freccero
I reality che impazzano in tv? Peggio di quelli americani a cui pure si ispirano. Le fiction sempre più invadenti? Ferme a modelli degli anni Sessanta. Le inchieste? Cancellate da cinque anni di censura. Non usa la clemenza Carlo Freccero, guru riconosciuto della televisione (e non solo italiana), lasciato in panchina dalla Rai targata Berlusconi o, come dice lui, "ex direttore in attesa di collocazione dall'aprile 2002". Eppure, secondo lui, moriremo teledipendenti: la tv generalista rimane centrale ed essenziale, indispensabile strumento di potere e di creazione di consenso.

L'impegno nel cast di "Un posto al sole" e le ultime settimane di lavorazione di un film in uscita in autunno. Valentina ha bisogno di una vacanza: «Dieci giorni di mare non me li toglie nessuno»

Valentina Pace

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando quel pigmalione di Gianni Boncompagni scelse di far sedere proprio lei sullo sgabello della Ballerina di Siviglia. Valentina Pace non doveva aprire bocca ma continuare a sorridere enigmatica, come una Gioconda mediatica. Eppure bastò questo, e la canzoncina tormentone che accompagnava ogni sua apparizione, a imprimere il suo viso bello e pulito nella memoria dei telespettatori tiratardi.

di Lorenzo Soria
L'insopportabile Allen. La divina Streep. I produttori squali. Il grande regista racconta trucchi e segreti della sua arte colloquio con Robert Altman
Quando era bambino, è andato a scuola dai gesuiti. Quando era teenager, scappava spesso di casa la notte per intrufolarsi nei locali della natia Kansas City, che avendo sfidato le leggi sul proibizionismo era diventata un magnete per gangster, prostitute, giocatori d'azzardo, musicisti jazz. Poi arrivò la guerra e Robert Altman divenne un pilota al comando di B-24 nel Borneo. "Un periodo molto eccitante", ricorda. Come accade spesso con gli uomini che lasciano un segno, ben poco nei primi anni di vita dell'autore di 'Nashville' suggerisce che si sarebbe fatto un nome. Ma Altman ha saputo rompere il tradizionale schema hollywoodiano di protagonista-antagonista per narrare invece diverse storie parallele con più personaggi che si sovrappongono. E così, armato delle sue multiple cineprese e del suo senso dell'assurdo, si è trasformato in uno dei più acuti cantastorie del suo paese, raccontando con naturalezza e irriverenza un'America fatta di sognatori e di sogni infranti, di truffatori e di visionari, di eccessi e di bizzarrie.

Dalle missioni aeree nel Pacifico, Altman passò per caso al cinema industriale, poi alla televisione, mettendosi a fare cose tipo 'Bonanza' e finendo per litigare con Hitchcock che lo aveva chiamato per lavorare nella serie 'Alfred Hitchcock presents'. "A parte il fatto che non mi piacevano i suoi film, perché sono troppo curati", ricorda, "un giorno ho detto che una sceneggiatura era brutta e che non intendevo dirigerla. Mi hanno risposto: 'Grazie mister Altman' e non mi hanno più chiamato". Già allora Altman era un ribelle, uno spirito indipendente. Agli occhi degli studios, un rompiballe, tanto che quando fece vedere 'M.A.S.H' per la prima volta, la Fox ebbe la tentazione di cestinarlo. "È il primo film americano a mettere apertamente in ridicolo Dio", scrisse scandalizzato il 'New York Times'. Ma fu un immediato successo. E negli anni a venire Altman realizzò una serie di film che sono entrati nella storia del cinema: 'I compari', 'Il lungo addio', 'California Poker' e quello che per molti resta il suo capolavoro, 'Nashville'.

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