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Maroni, i rambo fuori dalle ronde. Medici e clandestini: basta polemiche
Il ministro dell'Interno ha pronto il regolamento per le associazioni di volontari che si occuperanno del controllo del territorio. Sulla denuncia dei clandestini da parte dei medici, Maroni chiarisce che la norma "elimina il divieto" e non obbliga nessuno. E annuncia che nei primi due mesi dell'anno sono stati espulsi tremila extracomunitari non in regola
Darfur, rapiti operatori di Msf. C'è anche un italiano

Cinque operatori della sezione belga di Medici senza frontiere, tra cui un italiano, un francese, una donna canadese e due locali, sono stati sequestrati nella regione sudanese del Darfur.
Auto blu De Filippo investe centauro, De Pierro attacca
Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Se verranno accertate le responsabilità, auspico l’estromissione perpetua dell’autista in questione dalle mansioni di guida”

Roma - “Di fronte a un episodio di questo genere non ho parole”, questa la reazione di Antonello De Pierro sul tragico incidente avvenuto sulla via Cristoforo Colombo che ha visto come protagonista l’auto blu sulla quale viaggiava il presidente della regione Basilicata Vito De Filippo.
Scomunica per i medici che fanno abortire bimba violentata. Ed è polemica in Brasile
Sentenza inappellabile della Chiesa cattolica brasiliana contro i medici che hanno fatto abortire una bimba di nove anni, stuprata dal patrigno e incinta di due gemelli. I sanitari sono stati scomunicati.
Bossi: "Se non si danno i soldi alle imprese è inutile aiutare le banche"
"Se non si danno i soldi alle imprese è inutile aiutare le banche". E' quanto sostiene il ministro per le Riforme Umberto Bossi sulle misure previste dal Governo per sostenere gli istituti di credito in questa fase di crisi.
Delitto Poggi, riprende l'udienza. In aula anche i genitori di Chiara
E' ripresa l'udienza preliminare per l'omicidio di Chiara Poggi, la giovane di 26 anni uccisa nella sua abitazione a Garlasco il 13 agosto del 2007
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Categoria: Le Interviste
L'intervista su Sanremo 2026, affondo di Antonello De Pierro contro trionfo linguaggio patriarcale
Il leader dell'Italia dei Diritti - De Pierro analizza il pericoloso legame tra la cultura del possesso cantata all'Ariston e la recrudescenza della violenza di genere: "Il servizio pubblico non può premiare modelli relazionali che la legge cerca faticosamente di sradicare. La musica non può diventare lo specchio di un'Italia che non vuol guaritre". ".

Roma - L'eco delle polemiche nate sul palco dell'Ariston non accenna a spegnersi. Mentre le classifiche celebrano il trionfo di Sal Da Vinci, una voce fuori dal coro si leva con forza per denunciare i rischi sociali sottesi a un certo tipo di narrativa musicale. Antonello De Pierro, giornalista e presidente del movimento Italia dei Diritti - De Pierro, analizza in questa conversazione il pericoloso cortocircuito tra industria dello spettacolo e diritti civili, tracciando un legame diretto tra il linguaggio delle canzoni e le piaghe sociali dello stalking e della violenza di genere.
Presidente De Pierro, la sua posizione sulla vittoria di Sal Da Vinci ha sollevato un polverone. Molti la accusano di voler "processare" una canzone d'amore. È davvero così?
Assolutamente no. Qui non siamo in un tribunale inquisitorio contro la musica, ma in un osservatorio sociologico sui diritti. La mia critica non è rivolta all'uomo o all'artista, ma al messaggio che il pubblico ha deciso di elevare a simbolo nazionale. Sal Da Vinci è un interprete di indiscutibile talento, un professionista con una vocalità straordinaria e una storia artistica di tutto rispetto. Il punto non è "come" canta, ma "cosa" il pubblico ha voluto sentire e premiare in questa edizione del Festival. Quando una nazione intera sceglie un brano che declina l’amore come una forma di sottomissione eterna e dipendenza vitale, sta lanciando un segnale d'allarme che non possiamo ignorare.
L’ultimo saluto a un’anima eletta, intervista esclusiva ad Antonello De Pierro su Enrica Bonaccorti
Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti-De Pierro apre lo scrigno dei ricordi: "Enrica non era solo una stella della TV, era la nostra leonessa nelle battaglie per gli ultimi. Tra noi un legame eterno nato sulle frequenze di Radio Roma"

Roma - La notizia della scomparsa di Enrica Bonaccorti ha lasciato un vuoto siderale nel mondo dello spettacolo italiano. Per capire chi fosse realmente Enrica al di fuori dei riflettori, abbiamo incontrato Antonello De Pierro, giornalista e presidente del movimento Italia dei Diritti - De Pierro. De Pierro, che con lei ha condiviso anni di militanza animalista e successi radiofonici, ci accoglie nel suo studio, visibilmente commosso, circondato da foto e ritagli che testimoniano un sodalizio d'altri tempi.
Presidente De Pierro, oggi l’Italia piange Enrica Bonaccorti. Qual è il primo pensiero che le è balzato in mente appena appresa la notizia?
"Un senso di ingiustizia profonda. Se ne va una donna che era un esempio raro di 'dolcezza professionale'. Enrica aveva una classe innata, ma sotto quella superficie vellutata batteva il cuore di una guerriera. Il mio pensiero è andato immediatamente a tutte le battaglie condivise. Non ho perso solo una collega stimata o un'ospite illustre delle mie trasmissioni; ho perso una complice morale. Il nostro era, ed è, un legame che non muore mai, perché fondato su valori che superano la barriera dell'esistenza terrena."
Intervista ad Antonello De Pierro. Sicurezza non è optional, pronti a chiedere revoca licenze per chi ignora legge
Dopo la tragedia di Crans-Montana, il presidente dell'Italia dei Diritti - De Pierro lancia la sfida alla "mala gestione" dei locali pubblici. Una rete di sentinelle sul territorio e una proposta di legge per colpire duramente chi mette a rischio la vita dei cittadini

Roma - L’iniziativa del movimento Italia dei Diritti - De Pierro segna una svolta nel panorama della cittadinanza attiva. Dopo il via libera del direttivo nazionale, il movimento guidato da Antonello De Pierro lancia un monitoraggio senza precedenti sulla sicurezza dei locali pubblici, puntando non solo alla denuncia delle irregolarità, ma a una riforma legislativa che metta fine all'epoca delle sanzioni simboliche. In questa intervista esclusiva, il presidente De Pierro illustra la strategia operativa e la ferma posizione politica del movimento.
Presidente De Pierro, la tragedia di Capodanno a Crans-Montana sembra aver segnato un punto di non ritorno per il Suo movimento. Perché avete deciso di scendere in campo direttamente con le "sentinelle della legalità"?
"Quello che è successo a Crans-Montana non è solo una tragedia, è un monito. Non possiamo più permetterci di aspettare che le istituzioni, a volte troppo lente o distratte, agiscano. Con il direttivo nazionale abbiamo deciso di traslare l'esperienza dei nostri 'consiglieri ombra' su un piano operativo immediato. Le sentinelle della legalità nascono per essere gli occhi dei cittadini laddove la politica e i controlli ufficiali non arrivano. È un atto di responsabilità civile verso il Paese."
Per chi suona... Campanella
- Marco Werba premiato per le Musiche di Hello Beautiful al Procida Film Festival
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- Serata magica per Umberto Scipione, il "principe" delle colonne sonore
- Successo per Cuore elastico, il libro di Nunzio Bellino scritto insieme a Giuseppe Cossentino, alla Fiera del Libro e dell’editoria Amalfi Coast ad Atrani.
- Patrizia Brandimarte, una grande donna della comunicazione cinematografica ci ha lasciati