Mostre d'arte in Italia

(Roma, Museo Nazionale degli Strumenti Musicali,15 dicembre-28 gennaio 2007)


Il prossimo anno segna il trentesimo anniversario della scomparsa della grande Maria Callas. La Mostra ?Maria Callas il mito continua? vuole aprire l?anno delle celebrazioni in programma nei prossimi mesi in tutto il mondo. Il Museo degli Strumenti Musicali, sede di una tra le pi— prestigiose ed ampie collezioni di strumenti musicali, accoglier… la Mostra dedicata alla ?Divina? trasformandosi per oltre un mese, sino al 28 gennaio 2007, nel luogo dove la voce, il carisma, la leggenda saranno messi in scena insieme ai lati pi— nascosti ed umani della grande cantante. La Mostra, curata da Bruno Tosi, presidente dell?Associazione culturale Maria Callas (www.callas.it), e allestita dall?architetto Marco Rietti, sar… ricchissima: nelle splendide sale del Museo, infatti, verranno esposti abiti e gioielli indossati dalla ?Divina? sulla scena e nella vita privata, ma anche lettere, borse e cappelli, gigantografie, foto inedite, ritratti pittorici; ed ancora testimonianze del suo rapporto con Pasolini in Medea, registrazioni audio e video. Sino ad arrivare alle ricette di cucina scritte di suo pugno e raccolte nei ristoranti di tutto il mondo, appena pubblicate da Bruno Tosi nel libro ?La Divina cucina? (Trenta Editore).

La Callas Š stata nella sua vita ammirata ed odiata nella stessa misura in un susseguirsi, tra pubblico e privato, di trionfi, scandali, cinema e teatro, colpi di scena, mondanit…, inquietudini, e lacrime sino a quel settembre 1977 a Parigi, che la vide morire in solitudine ed avvolta nel mistero a soli 54 anni.

La Mostra, che segue un ideale percorso cronologico e critico attraverso le citt… maggiormente legate al nome della primadonna, Š realizzata grazie al contributo della Regione Lazio, Assessorato Cultura, Spettacolo, Sport, sponsor dell?iniziativa, ed Š patrocinata dall?Assessorato alla Cultura e dall?Assessorato all?Ambiente del Comune di Roma.

®La Divina ha molto amato Roma ? ricorda il presidente dell?Associazione culturale Maria Callas, Bruno Tosi ?. Nella Capitale Š stata presente fin dall'inizio della carriera e ha cantato una ventina di volte, fino al 2 gennaio 1958, quando un grande scandalo suscit• la Norma interrotta al primo atto nella serata d?apertura del Teatro dell'Opera, alla presenza del Presidente Gronchi. Una profonda ferita lasci• nella Callas quella terribile serata per le conseguenze che provoc• e le inevitabili ritorsioni: inutilmente l?artista cerc• di chiarire l?episodio e di discolparsi. A trent?anni dalla morte, Roma deve qualcosa alla pi— grande cantante del Novecento e forse di tutti i tempi: un atto di riparazione che cancelli le ingiuste incomprensioni, con un ideale ?abbraccio?. Ci• vorr… il ?suo? pubblico e cos idealmente torner… a cantare a Roma, sull?onda di incancellabili ricordi¯.

?Maria Callas il mito continua? sar… aperta tutti i giorni, dal 15 dicembre 2006 al 28 gennaio 2007 esclusi i luned ed i giorni 25, 27 dicembre 2006 e 1, 2 gennaio 2007. L?orario Š dalle ore 11 alle ore 19 con ingresso libero
(Roma, Accademia Nazionale di San Luca)


Nato nel 2001, il Premio Giovani dell?Accademia Nazionale di San Luca, con l?edizione di quest?anno riservata all?architettura, conclude il suo secondo ciclo triennale. Concepito per sottolineare la tradizione didattica dell?Accademia, volta a promuovere lo studio e la ricerca dei giovani, al fine di rendere note le loro qualit… artistiche e professionali, il Premio Š dedicato alternativamente alla pittura, alla scultura e all?architettura. Lo studio e lo sviluppo di queste tre arti in ?aequa potestas? sono stati motivo critico della fondazione dell?Accademia nel 1593 e, tradizionalmente, ne hanno informato l?attivit… formativa e istituzionale.
Pur non essendo oggi i termini di pittura, scultura e architettura cos univoci come nel passato, essi vengono intenzionalmente riproposti in questo Premio nel nome del disegno come fondamento ideale e comune delle arti visive in tutte le loro forme e varianti. Esso costituisce, quindi, un?apertura critica e attiva sulle problematiche dell?Arte e dell?Architettura oggi.

A chiusura della prima mostra che esponeva 20 degli 88 progetti pervenuti, sono stati decretati i tre finalisti.

Dopo ampio dibattito nel corso del quale si Š valutata la qualit… dei lavori e la loro significativit… nell?ambito della giovane produzione italiana di oggi, la Giuria ha stabilito all?unanimit… di ammettere, a pari merito, alla seconda esposizione del Premio i seguenti progettisti:

Roberto Ianigro (Nuova sede Melfi);
Liverani/Molteni architetti (Casa ST);
Franco Puccetti/Annalisa Curreri (Ampliamento del cimitero di Pianello Val Tidone).

ROBERTO IANIGRO (Campobasso, 1969), architetto, svolge la libera professione e partecipa a concorsi nazionali e internazionali. Dal 2004 condivide l?attivit… professionale con Valentina Ricciuti (medir_architetti). Tra le sue realizzazioni la sede della Caritas a Campobasso e quella della societ… Melfi a Pettoranello. Ô stato professore a contratto presso la Facolt… di Architettura Valle Giulia di Roma, dove svolge attivit… di ricerca.

LIVERANI/MOLTENI ARCHITETTI si Š formato nel 1999, con sede a Milano. Riceve i premi ?IN/ARCH? 2005, ?Arches? 2004 e ?Piranesi? 2004. Ottiene il primo premio nei concorsi per il Municipio di Seregno, per il Polo Scolastico a Capiago, per il quartiere Bruennen-Nord a Berna e il secondo premio per European 7-Monza e per la Architecture Foundation a Londra. Partecipa alla X Biennale di Architettura di Venezia.

FRANCO PUCCETTI (Lucca 1971), si laurea all?Universit… di Firenze, Š dottorando in composizione architettonica presso l?Universit… di Genova.
ANNALISA CURRERI (Roma 1972) si laurea all?Universit… di Roma ?La Sapienza? e collabora al laboratorio di Allestimento del corso di laurea in Disegno Industriale.
Dal 2002 la loro ricerca si concentra sullo studio delle citt… e delle sue modificazioni attraverso occasioni professionali e concorsi di progettazione dove ricevono premi e menzioni.

Giuria II mostra: Guido Canella (Presidente), Pio Baldi, Daniel Modigliani, Paolo Portoghesi, Franco Purini.

Come per le altre edizioni, anche quest?anno Š prevista l?attribuzione di 5000,00 euro al progetto vincitore (acquisito dall?Accademia) e la realizzazione delle due mostre documentata da due cataloghi per i tipi di De Luca Editori d?Arte. Il Premio e le mostre sono realizzati con la collaborazione del Comune di Roma - Assessorato alle Politiche Culturali.

Inaugura venerd 15 dicembre a Roma in Vicolo Orto di Napoli 5 alle ore 19.00 la prima galleria d?arte in Italia che ospiter… un unico artista con un?unica opera alla volta: si chiama ONE PIECE, da un?idea di Olimpia Orsini e Carlo Madesani e debutter… con l?arte di una enigmatica e misteriosa artista, Greta Frau.
Chi sia veramente Greta Frau non sappiamo visto che l?artista rifiuta di apparire in pubblico e di presenziare alle inaugurazioni delle proprie mostre. Nessuno l?ha mai vista, ma di lei si sanno aneddoti e storie, raccontate dalle adepte della sua setta o scritte su carta. Con la sua biografia improbabile, Greta Frau Š stata e permane un mistero.
Di certo c'Š solo che, in occasione di questa mostra, a dar forma alle sue allucinate fantasie sono tredici studentesse dell?istituto Giuseppe de Merode: tredici adolescenti agili e delicate che tengono stretta al petto l'immancabile cartella con un ritratto ciascuna. In loro Greta ritrova, come avviene ad ogni nuova rappresentazione, le proprie ex compagne di classe.
Le giovani rappresenteranno leggere rondini sul punto di prendere il volo, accompagnate da un tenero cinguetto: la migrazione sta per iniziare e le rondini esprimono la gioia della partenza, il lungo viaggio che le porter… verso sud, verso il grande continente africano. Nella sala cominciano infatti a succedersi scorci d'Africa in un video fatto di paesaggi e, cos pare, di pura bellezza che, secondo i principi di Greta Frau, di sola bellezza pu• essere fatto il cosmo.
Questo Š ci• che appare. Ma qualcosa d'inquietante ci deve essere se un turbamento prende le ragazze tanto intensamente da farle svenire. In trance, alcune di loro giacciono languidamente abbandonate, altre si irrigidiscono, lo sguardo improvvisamente duro e distante. Le cartelle si spargono a terra, mentre le immagini d?Africa continuano a scorrere sullo schermo. Pi— tardi le fanciulle si dilegueranno, e le cartelle si ricomporranno su un tavolo che rester… a testimoniare l'accaduto.
Resta da scoprire cosa abbia trasformato l'idillio in dramma: cosa si celi in quei paesaggi d'Africa; quale distorta percezione, quali rimosse perversioni, quale tragica realt… sia stata trasmessa attraverso un messaggio subliminale: subliminale come tanti messaggi cui noi tutti siamo quotidianamente sottoposti senza rendercene conto.
Greta Frau Š una pittrice con un unico soggetto, le ex compagne di classe che chiama TRANCE: da ?trance? come fenomeno paranormale di dissociazione della personalit… o di estasi mistica e anche da ?trans?, prefisso indicante attraversamento e metamorfosi. Le trance le appaiono in stati di dissociazione psichica e Greta le educa alla filosofia della Bellezza intesa non solo come ideale estetico ma anche come ideale etico e conoscitivo. ?TUTTO E? BELLO, FATE? Š il suo slogan preferito che utilizza con le sue trance nelle crociate in difesa della Bellezza universale.
One Piece sar… aperta gratuitamente al pubblico da sabato 16 dicembre, dal marted al sabato, dalle 15.00 alle 19.00.
(Roma, fino al 20 dicembre 2006, Francesca Antonacci, Via Margutta)

Terzo volume della trilogia espositiva che un gruppo di galleristi europei ha voluto dedicare alla fotografia di Milton Gendel. L?articolata rassegna, uno straordinario viaggio per immagini attraverso la seconda met… del ?900, Š iniziata nel 2004 a Londra presso la Trinity Fine Art , ha fatto tappa nel 2005 da Carlo Orsi a Milano e si conclude con l?esposizione ospitata da Francesca Antonacci nella sua galleria di Via Margutta 54.
Il capitolo romano propone ? accanto a una selezione di foto cruciali della produzione di Gendel, divenute nel corso degli anni veri e propri classici dell?iconografia del ?900 ? una cinquantina di scatti del tutto inediti, attinti da quella inesauribile ed ancora non completamente esplorata miniera che Š l?Archivio Gendel, pi— di sessantamila fotogrammi al centro dell?inevitabile interesse di istituzioni importanti come l?Archivio Alinari, l?Accademia Americana e lo stesso Stato italiano.
Nato a New York City nel 1918, Gendel si Š trasferito a Roma nel 1949, divenendo in breve tempo una figura chiave della vita intellettuale capitolina. Un singolare fiuto per le situazioni di vero fermento culturale lo accompagna dai tempi degli esordi newyorchesi, quando, giovane studente della Columbia University, si ritrov• ad essere uno dei pochi artisti americani ammessi da AndrŠ Breton a far parte del gruppo surrealista fiorito al Village attorno agli esuli europei durante gli anni della guerra. Lo stesso fiuto che da sempre lo ha condotto nei luoghi e tra i protagonisti del rinnovamento artistico ha fatto di lui un critico d?arte capace di folgoranti intuizioni. Gendel Š stato ad esempio uno dei primi sostenitori di Alberto Burri, il cui successo americano Š stato in larga parte avviato proprio da un saggio dell?amico critico-giornalista-fotografo pubblicato su Art News.
Nella rassegna curata da Francesca Antonacci, in collaborazione con Trinity Fine Art, la variet… dei soggetti delle composizioni di Gendel emerge subito come un dato saliente della sua fotografia. Attraverso immagini di assoluta perfezione formale l?artista documenta i pi— disparati aspetti del suo tempo. Registra con curiosit… le trasformazioni di un?Italia che velocemente passa dalle macerie della guerra agli anni della Dolce Vita. Il suo obiettivo Š ugualmente interessato alle situazioni della vita comune quanto a raccogliere una spettacolare galleria di ritratti dei grandi della terra. Di re e regine, detentori di grandi ricchezze, mecenati e artisti, maestri del pensiero e arbitri della mondanit… internazionale offre un?immagine semplice e privata, spesso connotata da una sottolineatura ironica se non addirittura apertamente scherzosa. E? chiaro che la maggior parte di loro sono amici con cui divide momenti di rilassata quotidianit…, ma la spiazzante magia dei suoi ritratti risiede nella capacit… di far sentire l?osservatore pienamente partecipe di quell?atmosfera familiare. Al seguito dell?arguto gentleman della fotografia del ?900 si entra nelle case del potere senza sentirne il peso. Si partecipa divertiti agli scherzi di Margaret d?Inghilterra, Lord Snowdon e Sir Cecil Beaton; quietamente seduti nel salotto della ?Casalinga sul Canal Grande? si stenta a credere che la nostra ospite si chiami Peggy Guggenheim ed Š impossibile non condividere la perplessit… della graziosa giovane in foulard afflitta dal ?problema della stoffa di Tapa?, vale a dire: cosa fare dei centinaia di metri di stoffa Tapa appena ricevuti in dono dalla Regina di Tonga? Un tipo di problema che, come si sa, sovente affligge le graziose giovani se di mestiere fanno le regine e magari con il nome di Elisabetta II.
Ogni foto esposta Š raccontata da una nota di Gendel, ora dotta, ora leggera, qualche volta aneddotica, sempre per• meticolosa nel fornire informazioni estremamente circostanziate. Attraverso il prezioso apparato di annotazioni la voce dell?autore introduce il visitatore all?incanto di anni irripetibili. La mitologia del ?900 prende vita. A Roma, in Via Margutta, dal 27 novembre.
(Roma, Complesso del Vittoriano, Gipsoteca - Ingresso Ara Coeli)


REMO BIANCO, AL DI LA' DELL'ORO una grande mostra nata in collaborazione con l'Associazione Remo Bianco e curata da Claudio Strinati e
Lorella Giudici dall'8 dicembre 2006 fino al 15 gennaio 2007, render… omaggio al grande maestro Remo Bianco (Milano 1922-1988) al Complesso del
Vittoriano di Roma. Oltre 100 opere che appartengono a quasi tutti i suoi cicli creativi, concentrandosi soprattutto sui Tridimensionali, i Collage e i
Tableau dor‚.
Un artista dal talento poliedrico, capace di esprimersi attraverso le pi— disparate tecniche espressive dai primi dipinti degli anni Quaranta che rivelano
come l'artista abbia meditato sulla lezione di Cezanne, Picasso e Rouault, fino all'ultimo ciclo, quello dell'Arte Elementare degli anni Settanta,
passando per le esperienze de l'Arte Nucleare, l'Arte Improntale e le Sculture Viventi.
La sua ricerca si rivela come un continuo desiderio narrativo, un insopprimibile bisogno di far sapere, di testimoniare, prima di tutto a se stesso e poi
agli altri, ci• che avviene in ogni istante di vita prima che l'attimo vada perduto per sempre. "La mia natura -riconosce l'artista- Š una specie di negozio
per le vendite al dettaglio, mi concentro piuttosto sul frammento, o per natura o per mancanza di mezzi".
(Firenze, Casa Buonarroti, 16 dicembre 2006-19 marzo 2007)



I pi— bei disegni di architettura di Michelangelo saranno esposti in Casa Buonarroti a Firenze dal 16 dicembre 2006 al 19 marzo 2007. La grande rassegna presenter… tutte le opere ospitate a Vicenza presso il Centro Internazionale di Studi d'Architettura Andrea Palladio nella prima tappa della mostra, ma sar… arricchita da altri, fondamentali fogli del Buonarroti che non Š stato possibile portare a Vicenza.

Ad accogliere i visitatori sar… lo stesso Maestro proposto in un grande dipinto cinquecentesco che lo raffigura nel suo studio. L'antica tela sar… idealmente messa a confronto con un sorprendente "ritratto dal vivo" di Michelangelo, opera del fotografo Pino Guidolotti: una inedita serie di immagini digitali, montate in sequenza, del celeberrimo busto di Michelangelo, realizzato da Daniele da Volterra ed esposto in originale in Casa Buonarroti nella "Camera della Notte e del D".

Nelle quattro sale espositive a piano terra e in un'ampia sala al primo piano della Casa Buonarroti si avr… una visione ravvicinata ed intensa dei pi— importanti disegni michelangioleschi di architettura.

Nella straordinaria edizione fiorentina, la mostra presenta ben 39 disegni originali; inoltre, un ampio apparato didattico multimediale consentir… di verificare la genesi delle architetture michelangiolesche, dal primo momento creativo sino all'opera compiuta.

Da una mostra come questa emerge una dimensione nuova dell'artista. "Nelle sue architetture - afferma Howard Burns che, con Caroline Elam e Guido Beltramini, ha curato la mostra - Michelangelo scrive poesia. In senso letterale perch‚ non Š raro trovare versi appuntati dal Maestro accanto agli schizzi di architettura, quasi ad esprimere di getto l?emozione sorta dall?aver 'inventato' forme armoniche, poetiche appunto. Ma anche perch‚ si serve, nelle sue architetture non di figure scolpite, ma di capitelli e basamenti, luce e ombra, che evocano i grandi temi poetici della Vita e della Morte, dell'Amore, del Tempo e della Fama". Michelangelo architetto Š stato grande, grandissimo, interprete, assolutamente all'altezza di quanto ha raggiunto in pittura, scultura e poesia.

L'approfondita ricerca scientifica che ha preceduto questa fondamentale mostra ha portato anche a numerose nuove scoperte. Da questa esposizione e dagli studi raccolti nel catalogo, edito da Marsilio, emerge un Michelangelo ancora pi— "titanicamente poeta", afferma Burns. Tra le numerose novit…, la scoperta del primo disegno di architettura oggi conosciuto del Maestro, un foglio con schizzi sul recto e sul verso, prima solo attribuito e ora documentato di sua mano. Burns, con l'ausilio di nuove tecnologie digitali, ha scoperto il disegno originale di mano di Michelangelo sotto il ripasso a inchiostro di un suo allievo, e sullo stesso foglio un?annotazione di misure espresse in braccia fiorentine, anch'essa autografa del Maestro. Lo studioso ha inoltre dimostrato che il verso di questo disegno raffigura, della chiesa fiorentina di San Felice in Piazza, il progetto degli addobbi per la festa annuale della chiesa. Michelangelo pass• poi il foglio all'amico Jacone che aveva avuto l'incarico di lavorare a questi effimeri ornamenti.

Le ricerche (che, nei secoli, su Michelangelo architetto sono state meno intense che sugli altri aspetti della sua arte) hanno anche portato ad assegnare a lui un edificio sino ad oggi ritenuto di architetto anonimo del Cinquecento, il Palazzo di Baccio Valori, oggi noto come Galli Tassi, in via Pandolfini a Firenze.

Riunire tante opere originali di questo livello non Š stata impresa facile. Determinante Š risultata la costante condivisione del progetto tra il Centro Internazionale di Studi di Architettura "Andrea Palladio" e la Fondazione Casa Buonarroti. La direttrice dell'istituzione, Pina Ragionieri, che ha lavorato a fianco dei curatori nella elaborazione e costruzione dell'iniziativa, cos ne parla: "Dobbiamo riportarci a tempi abbastanza vicini a noi per vedere compresi e valutati nel loro intrinseco valore i disegni di architettura; e l'esposizione voluta dal Centro Internazionale Palladio, alla quale la Casa Buonarroti si Š con impegno e partecipazione associata, si rivela molto utile anche in questo senso. Qui si parla infatti di disegni d'architettura di Michelangelo e se ne mostrano esempi insigni proclamandone l'intrinseco valore. Qui si celebra la forza e la bellezza del progetto in s‚. La Casa Buonarroti possiede il numero pi— alto al mondo di disegni di architettura di Michelangelo; ecco una occasione degna e ottima per parlarne e per farne conoscere la portata al pubblico delle persone colte, anche se non esplicitamente addette ai lavori".

Non meno preziosa la disponibilit… del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi di Firenze, e delle raccolte inglesi dell'Ashmolean Museum di Oxford e della Christ Church della stessa citt…, che hanno prestato per le due sedi fogli di grande rilievo mai esposti in Italia.




Categoria: Le Interviste

Barbuto è l'innesto che trasforma la nostra prossimità in potenza nazionale, intervista esclusiva ad Antonello De Pierro

Il leader dell'Italia dei Diritti-De Pierro commenta l'ingresso dello storico organizzatore dei  Meetup del M5S: "Con la sua esperienza potenzieremo capillarmente la rete dei consiglieri ombra su scala nazionale per dare voce ai cittadini contro i disservizi delle amministrazioni"

Roma – Lo incontriamo nel suo ufficio, un laboratorio di idee dove i dossier sui disservizi locali si mescolano a volumi di filosofia e critica d'arte. Antonello De Pierro, giornalista di lungo corso e leader dell'Italia dei Diritti-De Pierro, emana la soddisfazione di chi ha appena messo a segno un colpo politico di rara caratura. L'adesione di Danilo Barbuto non è per lui solo un atto formale, ma una vera catarsi organizzativa.

Presidente De Pierro, partiamo subito dal cuore della notizia. L’ingresso di Danilo Barbuto nel vostro movimento sta agitando le acque della politica capitolina. Come è nata questa intesa e cosa rappresenta per lei, umanamente e politicamente?

«Guardi, con Danilo c’è stata una sintonia immediata, basata sulla condivisione di un sistema di valori che oggi sembra estinto. Politicamente, il suo ingresso rappresenta la chiusura di un cerchio ideale. Danilo non è un semplice "acquisto" politico; è l’uomo che ha inventato la partecipazione dal basso a Roma. Averlo con noi significa che l'Italia dei Diritti è diventata il porto sicuro per chi quella partecipazione l'ha creata e poi vista tradire dalle logiche di palazzo. Umanamente, provo una profonda stima: Danilo è un purista del territorio, uno che non ha mai cercato la visibilità delle poltrone, ma la solidità dei risultati per la collettività».

Lei ha spesso definito l’Italia dei Diritti-De Pierro come un movimento di "politica di prossimità". In che modo la figura di Barbuto, che è stato il regista dei Meetup romani, si integra con questo concetto?

«Si integra in maniera esponenziale. Noi siamo nati per stare nelle strade, tra i banchi dei mercati, negli uffici pubblici che non funzionano. La nostra forza è la vicinanza fisica ai problemi quotidiani. Danilo è il massimo esperto di questa metodologia. Lui ha dimostrato che se organizzi la cittadinanza attiva e la trasformi in proposta, puoi scardinare i vecchi apparati. Con lui, la nostra "prossimità" smette di essere solo una nobile intenzione e diventa una macchina operativa di altissimo livello. Danilo sa come ascoltare il territorio e come tradurlo in azione politica capillare».

La candidatura del disabile Massimini è un proiettile di civiltà, Antonello De Pierro scuote le amministrative di Percile

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"Schierare un disabile motorio nel borgo delle barriere architettoniche non è una provocazione, ma un obbligo morale. Se Fabrizio verrà eletto, o il Comune si adegua o Palazzo Borghese chiude per illegalità democratica. Noi dell’Italia dei Diritti - De Pierro non facciamo sconti"

Roma - Le elezioni comunali del 24 e 25 maggio a Percile assumono oggi una rilevanza che travalica i confini locali, diventando un caso di studio nazionale sulla democrazia e l'inclusione. All'interno della lista guidata dal candidato sindaco Luca Hammad, il movimento Italia dei Diritti-De Pierro ha calato l'asso: la candidatura di Fabrizio Massimini, cittadino con disabilità motoria. Una mossa che il presidente del movimento Antonello De Pierro commenta in questa intervista fiume, tracciando la linea di una battaglia che promette di cambiare per sempre il volto e l'accesso del borgo.

Presidente De Pierro, la candidatura di Fabrizio Massimini a Percile sta facendo rumore. Qualcuno la definisce una mossa audace, altri una sfida aperta all'attuale amministrazione. Qual è la verità?

"La verità è che la candidatura di Fabrizio Massimini è un proiettile di civiltà puntato contro il cuore del castello burocratico di Percile. Non è una sfida, è la realtà che bussa alla porta di chi ha fatto finta di non vedere per anni. Schierare Fabrizio nella lista di Luca Hammad significa dire: 'Ecco, questo è un cittadino che vuole servire il suo paese, ma a cui voi state impedendo fisicamente di farlo'. Fabrizio è la carne e il sangue di una battaglia per i diritti che l'Italia dei Diritti- De Pierro porta avanti da quando è nata. A Percile le chiacchiere stanno a zero: ora servono i fatti."

Parla Antonello De Pierro, in Basilicata porto il cuore e il rigore del nostro tribunale civico

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Il leader dell’Italia dei Diritti-De Pierro racconta la genesi delle liste lucane tra memoria familiare e vigilanza democratica: "Il nostro metodo garantisce il buon governo anche dai banchi dell'opposizione. Castronuovo di Sant’Andrea? È l'omaggio alle mie radici più care"

Roma - Il movimento Italia dei Diritti–De Pierro si appresta a vivere le elezioni del 24 e 25 maggio come un punto di svolta storico. Non si tratta solo di numeri o di percentuali, ma di un’espansione territoriale che tocca corde emotive profonde, specialmente in Basilicata. In questa regione, dove i borghi sembrano scolpiti nella storia, il giornalista Antonello De Pierro ha deciso di scommettere su figure di fiducia e su un modello di controllo sociale che non ha eguali nel panorama italiano. Lo abbiamo incontrato per capire come si conciliano l’affetto per la terra dei padri e la fredda determinazione del "metodo De Pierro".

Presidente De Pierro, la presenza del suo movimento in Basilicata quest'anno sembra avere un sapore diverso, quasi intimo. Perché questa regione è così centrale per Lei?

"È una domanda che tocca le corde del mio cuore. La Basilicata è la terra che ha dato i natali ai miei genitori e rappresenta il mio Dna. Mio padre Vincenzo era di Roccanova, mia madre Lucia Salvati di Gorgoglione. Presentare le nostre liste qui non è una semplice operazione politica, ma un atto di restituzione verso una terra che ha forgiato i valori di rettitudine e onestà che cerco di trasporre ogni giorno nella mia attività pubblica. È un cerchio che si chiude, un ritorno alle origini per onorare la memoria di chi mi ha preceduto."

Tra i vari comuni, Castronuovo di Sant'Andrea ha un'importanza particolare. Ci spiega il legame con questo borgo?

"Castronuovo è un luogo dell’anima. È il paese natale di mia nonna paterna. Una donna che purtroppo non ho mai conosciuto, poiché è venuta a mancare giovanissima, quando mio padre aveva soltanto due anni. Castronuovo e Roccanova sono divise da pochissimi chilometri, meno di dieci minuti d’auto, ma unite da una storia familiare comune. Vedere il simbolo dell'Italia dei Diritti correre in quelle strade è per me una commozione profonda. Per questo ho voluto lì una candidata di assoluto spessore come Maira Nacar."

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