Mostre d'arte in Italia

Il prossimo 18 dicembre grande evento a Perugia: sar… inaugurata la "nuova" Galleria Nazionale dell?Umbria, museo che conserva una delle pi— ricche raccolte d'arte in Italia, con centinaia di opere e capolavori, che documentano sette secoli di storia e di cultura italiana con le opere di Duccio di Boninsegna, Gentile da Fabriano, Beato Angelico, Benozzo Gozzoli, Piero della Francesca, Pintoricchio, Perugino, Orazio Gentileschi e Pietro da Cortona .



I nuovi spazi, messi a disposizione dal Comune, hanno reso possibile il completamento di un progetto di ampio respiro che, dopo 15 anni di lavori, grazie all'impegno del Ministero per i Beni e le Attivit… Culturali, ha consentito il pieno recupero dell?edificio storico e la valorizzazione delle prestigiose collezioni attraverso un percorso espositivo sviluppato ora in 41 sale, per una superficie complessiva di circa 4.000 mq. .



Nell?atrio del Palazzo dei Priori sar… inoltre disponibile un nuovo allestimento per garantire ai visitatori pi— efficaci servizi di informazione e di accoglienza.

(Roma, Palazzo Venezia, Sala del Refettorio, fino al 7 Gennaio 2007)


?L?Arte Š magia liberata dalla menzogna di essere verit…?. Questo bellissimo aforisma di Adorno, tratto dal suo ?Minima Moralia?, figura come titolo della prima opera di questo ciclo cos riferito ai ?giochi?.
Tra i giochi, l?attenzione dell?artista si Š posata anche sul cruciverba. Se il cruciverba Š un gioco popolare, l?Arte no, perch‚ si fa gioco universale.
L?Arte gioca con i piani, li rende?finestre? sullo spazio tridimensionale: il piano in ogni caso Š solo un pretesto. Infatti Antonella Cappuccio gioca con la Pittura; scompiglia le carte dei nessi, dei significati, della progressivit… storico ?artistica degli stili e dei contenuti, ma lo fa simulando l?ordine elementare di un cruciverba, a met… strada, quindi, tra ordine e caos e sulla soglia sottile e sfumata regola la fruizione sinottica di brani d?Arte ed il loro casuale dispiegamento.
E? una gioia liberatoria quella che esprime la pittrice quando si riconosce quale elemento attivo di un gioco senza confini, e audacemente gioca anche con tale assenza di confini.
E questo perch‚ ?l?Arte Š magia liberata dalla menzogna di essere verit…?. Dunque Š
Magia. Poi Magia liberata. E infine libert… allo stato puro, selvatico, n‚ vera n‚ menzognera, solo liberata in s‚ e per questo sterminata.
Il ciclo di quadri esposti a Palazzo Venezia raccoglie 20 opere realizzate con i pi— diversi supporti: dall?oro coniugato con il ferro, l?argento e la sabbia, al rame e poi al ferro e infine al vetro e allo specchio.
Dai diversi materiali e partendo da una parola, da un?immagine, da un sogno nasce l?idea e la poetica di tale pittura che perci• possiamo definire ?simbolismo polimorfo?.

(Roma, Ara Pacis, fino al 7 gennaio)

Dal 1ø dicembre 2006 al 7 gennaio 2007 saranno riuniti tutti insieme - vincitore e finalisti - i progetti che hanno concorso alla presentazione di proposte per il restyling dell?area circostante l?Ara Pacis. ?Piazza Augusto Imperatore e Mausoleo di Augusto. Il concorso ? i progetti? Š la prima mostra temporanea che il Museo dell?Ara Pacis ospita nei suoi spazi.

L?esposizione, che inaugura gioved 30 novembre alle ore 18 e apre al pubblico il giorno successivo, venerd 1ø dicembre, Š organizzata dal Comune di Roma Assessorato alle Politiche della Programmazione e Pianificazione del Territorio ? Roma Capitale e Assessorato alle Politiche Culturali Sovraintendenza ai Beni Culturali.

Il concorso - inserito nel progetto strategico di riqualificazione della Citt… Storica all?interno delle mura aureliane e, pi— in particolare, del recupero del sistema degli spazi pubblici che appartengono al tessuto stratificato del Tridente storico di Roma (via di Ripetta ? via del Corso ? via del Babuino) - ha premiato il progetto che rappresenta la risposta migliore alle molte tematiche presenti nell?area, dal restauro archeologico del Mausoleo e della tomba di Augusto alla riqualificazione del grande spazio pubblico della piazza e del suo intorno urbano. Il nuovo assetto dell?area di Piazza Augusto Imperatore dovr… rendere fruibile il grande Mausoleo di Augusto sia alla quota archeologica (quella da cui si accede alla tomba) sia alla quota pi— alta, quella dell?ex giardino Soderini e dell?ex Auditorium.
Dal 14 dicembre 2006 al 18 febbraio 2007 la Centrale Montemartini di Roma accoglier… ?Arterritory. Arte, Territorio e Memoria?, una collettiva di ventidue artisti selezionati per rappresentare un nuovo punto di vista, una nuova coordinata geografica capace di orientare e rafforzare il comune bisogno di appartenere ad un luogo e ad una cultura specifica. La sperimentazione individuale di scenari locali, naturali o metropolitani costituisce una base di confronto sociale e culturale di inestimabile valore.

La mostra Arterritory nasce come un percorso interattivo che raccoglie frammenti di luoghi e coagula la visione dell?artista con l?esperienza degli spettatori. L?arte racconta come la realt… metropolitana continui a mutare e a spostare i suoi confini disegnando una mappa virtuale di memorie urbane e identit… locali. Il motore dell?iniziativa parte ancora una volta dal desiderio di avvalersi del potere dell?immagine come forma di conoscenza autonoma in grado di penetrare l?intima essenza delle cose, in questo caso di luoghi abitati e vissuti.

La Centrale Montemartini rappresenta in tal senso il luogo ideale per la realizzazione di Arterritory, per la singolarit… del luogo come esempio unico di dialogo tra archeologia industriale e statuaria antica. Il museo si configura come un? istituzione di raccordo tra la collettivit… e il territorio, che coinvolge il visitatore in un progetto pi— ampio di formazione dell?individuo come cittadino responsabile di una societ… complessa e in continua evoluzione.
Dal 20 febbraio al 18 marzo, la Casina di Raffaello ospita una divertente esposizione di piccoli mostri creati da giovani artisti di tutto il mondo.

?Sono arrivati i mostri? alla Casina di Raffaello che riapre dopo gli interventi di manutenzione e di riallestimento. La mostra, ideata e curata dall?illustratrice cagliaritana e Monster Creator Giorgia Atzeni, raccoglie 80 piccoli mostri dalle forme indefinite creati con stoffe colorate, lane e bottoni. Bizzarre combinazioni di realt… e fantasia, gli orribili e meravigliosi mostri sono creazioni di 26 giovani artisti italiani e non solo.
I mostri della Casina di Raffaello potrebbero far paura ma non ci riescono fino in fondo perch‚ i bambini, grazie alla loro capacit… di immaginare, riescono a sorridere e divertirsi osservando questi esserini fuori dal comune.
?Sono arrivati i mostri!? Š accompagnata da diversi workshop dove i bambini potranno progettare e realizzare il proprio personaggio da portare sempre con s‚.

UNA MOSTRA COLLETTIVA DI OTTO GIOVANI ARTISTI
CHE RIFLETTE SULLE METAFORE DELLA VIA CRUCIS,
UN CONCERTO DI VOCI LIRICHE E UNA PERFORMACE URBANA.

In occasione della Settimana Santa, dal 5 al 14 aprile, la cittadina di Bitonto, nota per la bont… dell?olio d?oliva e per la splendida cattedrale romanica, si apre all?arte contemporanea ospitando ?CROCEVIA. Passo a passo al cuore della passione contemporanea?, una mostra a cura di Francesco Paolo Del Re, patrocinata dal Comune di Bitonto e realizzata in collaborazione con l?associazione culturale Agor….
La mostra collettiva riunisce i lavori di otto giovani artisti (Marcella Adago, Zaelia Bishop, Alessio Bogani, Giuseppe Malerba, Giuseppe Naglieri, Francesco Paolo Ruggiero, Cosimo Terlizzi, Fernanda Veron) che si esprimono attraverso pittura, video, performance, fotografia, installazione, elaborazione grafica digitale. CROCEVIA promuove l?incontro e il dialogo tra esperienze artistiche di creativi che sono nati e in alcuni casi operano a Bitonto con la ricerca di artisti provenienti dal resto dell?Italia.
CROCEVIA mette in mostra una Via Crucis contemporanea, riproponendo in modo originale e non banalmente didascalico le quattordici tradizionali tappe della salita al Calvario in altrettanti interventi artistici e usando come dispositivi metaforici e immaginifici le figure della passione cristiana. Il percorso espositivo Š completato infine da due lavori che si riallacciano all?Ultima Cena e alla Resurrezione, per un totale di sedici opere.
Con un approccio laico e con attenzione a problematiche importanti del periodo storico in cui viviamo, vengono attualizzate le figure e le metafore della Passione (e delle passioni con la ?p? minuscola pur non essendo una mostra di arte sacra, le opere degli otto artisti di CROCEVIA promuovono un?indagine sul senso del sacro e sui sentimenti nella dimensione quotidiana, alla luce delle esperienze artistiche e delle sensibilit… contemporanee. La chiave di lettura dell?iniziativa Š racchiusa nel gioco di parole a cui il titolo si presta: dal peso del fardello della croce del racconto evangelico si arriva infatti alla figura della croce come simbolo di incontro, confronto e mescolanza di strade diverse, convergenti verso uno stesso punto.
La riflessione sulla passione e sul sacro contemporaneo affonda le sue radici in un luogo fortemente ?situato? nel contesto storico, topografico e ideale della citt… vecchia: la location dell?evento Š la chiesa di Santa Caterina d?Alessandria a Bitonto, gioiello architettonico dell?XI secolo. La mostra CROCEVIA cerca infatti un dialogo con le celebrazioni pasquali, contribuendo alla feste e alle processioni che ogni anno si rinnovano a Bitonto con lo sguardo specifico della ricerca e della sperimentazione delle arti visive. I riti pasquali sono un momento centrale della vita pubblica nella terra degli ulivi e l?inaugurazione della mostra cade non a caso nella serata del Gioved Santo, in concomitanza con il tradizionale pellegrinaggio ai Sepolcri allestisti nelle chiese che vede riversarsi per le strade del centro storico l?intera cittadinanza. Con questa manifestazione si promuove dunque una saldatura tra le forme della religiosit… e della devozione popolare, che rinnovano una secolare tradizione, e l?approccio innovativo e creativo di un evento artistico di respiro nazionale: Bitonto si fa crocevia di antico e moderno, tradizione e innovazione, spirito religioso e spirito laico, arte e devozione.

CROCEVIA vuole essere per• qualcosa di pi— di una semplice mostra di arte contemporanea e ha l?ambizione di affrontare il tema delle passioni in un evento che intrecci diversi linguaggi espressivi: le tre navate di Santa Caterina, con la loro acustica perfetta, diventano cos un contenitore di suggestioni, stimoli polisensoriali, spunti di riflessione. Il 5 aprile (Gioved Santo), nella serata di inaugurazione della mostra, la chiesa ospita infatti uno spettacolo di musica, voci liriche e parole: in una semplice e fluida traccia di drammaturgia, arie d?opera si mescolano a canzoni pop e rock e a brani di poesia e narrativa contemporanea, impreziosendo cos la mostra. Prestano le loro voci a CROCEVIA il tenore Gianni Leccese e il soprano Angela Cuoccio, entrambi bitontini.

A rinsaldare infine il legame con la citt… di Bitonto e con il suo tessuto urbano si svolge in strada, sabato 14 aprile, giorno di chiusura della mostra, un intervento performativo che vuole portare l?arte al di fuori delle mura dello spazio espositivo: in questo modo si promuove, negli spazi cittadini di vivibilit… quotidiana, un contatto diretto tra la gente e i linguaggi e i temi del fare artistico contemporaneo. La performance urbana, ideata e diretta da Cosimo Terlizzi, artista bitontino che sta riscuotendo numerosi consensi in Italia e non solo, e curata da Francesco Paolo Del Re, rielabora il suo ultimo intervento presentato lo scorso 8 novembre 2006 a Torino con il titolo ?Dieci modi d?arrendersi?: un lavoro su corpi e spazi elabora figure e posture dell?iconografia cristiana e musulmana del martirio e della passione e della cronaca nera per riflettere sul tema della resa.

Categoria: Le Interviste

Barbuto è l'innesto che trasforma la nostra prossimità in potenza nazionale, intervista esclusiva ad Antonello De Pierro

Il leader dell'Italia dei Diritti-De Pierro commenta l'ingresso dello storico organizzatore dei  Meetup del M5S: "Con la sua esperienza potenzieremo capillarmente la rete dei consiglieri ombra su scala nazionale per dare voce ai cittadini contro i disservizi delle amministrazioni"

Roma – Lo incontriamo nel suo ufficio, un laboratorio di idee dove i dossier sui disservizi locali si mescolano a volumi di filosofia e critica d'arte. Antonello De Pierro, giornalista di lungo corso e leader dell'Italia dei Diritti-De Pierro, emana la soddisfazione di chi ha appena messo a segno un colpo politico di rara caratura. L'adesione di Danilo Barbuto non è per lui solo un atto formale, ma una vera catarsi organizzativa.

Presidente De Pierro, partiamo subito dal cuore della notizia. L’ingresso di Danilo Barbuto nel vostro movimento sta agitando le acque della politica capitolina. Come è nata questa intesa e cosa rappresenta per lei, umanamente e politicamente?

«Guardi, con Danilo c’è stata una sintonia immediata, basata sulla condivisione di un sistema di valori che oggi sembra estinto. Politicamente, il suo ingresso rappresenta la chiusura di un cerchio ideale. Danilo non è un semplice "acquisto" politico; è l’uomo che ha inventato la partecipazione dal basso a Roma. Averlo con noi significa che l'Italia dei Diritti è diventata il porto sicuro per chi quella partecipazione l'ha creata e poi vista tradire dalle logiche di palazzo. Umanamente, provo una profonda stima: Danilo è un purista del territorio, uno che non ha mai cercato la visibilità delle poltrone, ma la solidità dei risultati per la collettività».

Lei ha spesso definito l’Italia dei Diritti-De Pierro come un movimento di "politica di prossimità". In che modo la figura di Barbuto, che è stato il regista dei Meetup romani, si integra con questo concetto?

«Si integra in maniera esponenziale. Noi siamo nati per stare nelle strade, tra i banchi dei mercati, negli uffici pubblici che non funzionano. La nostra forza è la vicinanza fisica ai problemi quotidiani. Danilo è il massimo esperto di questa metodologia. Lui ha dimostrato che se organizzi la cittadinanza attiva e la trasformi in proposta, puoi scardinare i vecchi apparati. Con lui, la nostra "prossimità" smette di essere solo una nobile intenzione e diventa una macchina operativa di altissimo livello. Danilo sa come ascoltare il territorio e come tradurlo in azione politica capillare».

La candidatura del disabile Massimini è un proiettile di civiltà, Antonello De Pierro scuote le amministrative di Percile

Condividi:

"Schierare un disabile motorio nel borgo delle barriere architettoniche non è una provocazione, ma un obbligo morale. Se Fabrizio verrà eletto, o il Comune si adegua o Palazzo Borghese chiude per illegalità democratica. Noi dell’Italia dei Diritti - De Pierro non facciamo sconti"

Roma - Le elezioni comunali del 24 e 25 maggio a Percile assumono oggi una rilevanza che travalica i confini locali, diventando un caso di studio nazionale sulla democrazia e l'inclusione. All'interno della lista guidata dal candidato sindaco Luca Hammad, il movimento Italia dei Diritti-De Pierro ha calato l'asso: la candidatura di Fabrizio Massimini, cittadino con disabilità motoria. Una mossa che il presidente del movimento Antonello De Pierro commenta in questa intervista fiume, tracciando la linea di una battaglia che promette di cambiare per sempre il volto e l'accesso del borgo.

Presidente De Pierro, la candidatura di Fabrizio Massimini a Percile sta facendo rumore. Qualcuno la definisce una mossa audace, altri una sfida aperta all'attuale amministrazione. Qual è la verità?

"La verità è che la candidatura di Fabrizio Massimini è un proiettile di civiltà puntato contro il cuore del castello burocratico di Percile. Non è una sfida, è la realtà che bussa alla porta di chi ha fatto finta di non vedere per anni. Schierare Fabrizio nella lista di Luca Hammad significa dire: 'Ecco, questo è un cittadino che vuole servire il suo paese, ma a cui voi state impedendo fisicamente di farlo'. Fabrizio è la carne e il sangue di una battaglia per i diritti che l'Italia dei Diritti- De Pierro porta avanti da quando è nata. A Percile le chiacchiere stanno a zero: ora servono i fatti."

Parla Antonello De Pierro, in Basilicata porto il cuore e il rigore del nostro tribunale civico

Condividi:

Il leader dell’Italia dei Diritti-De Pierro racconta la genesi delle liste lucane tra memoria familiare e vigilanza democratica: "Il nostro metodo garantisce il buon governo anche dai banchi dell'opposizione. Castronuovo di Sant’Andrea? È l'omaggio alle mie radici più care"

Roma - Il movimento Italia dei Diritti–De Pierro si appresta a vivere le elezioni del 24 e 25 maggio come un punto di svolta storico. Non si tratta solo di numeri o di percentuali, ma di un’espansione territoriale che tocca corde emotive profonde, specialmente in Basilicata. In questa regione, dove i borghi sembrano scolpiti nella storia, il giornalista Antonello De Pierro ha deciso di scommettere su figure di fiducia e su un modello di controllo sociale che non ha eguali nel panorama italiano. Lo abbiamo incontrato per capire come si conciliano l’affetto per la terra dei padri e la fredda determinazione del "metodo De Pierro".

Presidente De Pierro, la presenza del suo movimento in Basilicata quest'anno sembra avere un sapore diverso, quasi intimo. Perché questa regione è così centrale per Lei?

"È una domanda che tocca le corde del mio cuore. La Basilicata è la terra che ha dato i natali ai miei genitori e rappresenta il mio Dna. Mio padre Vincenzo era di Roccanova, mia madre Lucia Salvati di Gorgoglione. Presentare le nostre liste qui non è una semplice operazione politica, ma un atto di restituzione verso una terra che ha forgiato i valori di rettitudine e onestà che cerco di trasporre ogni giorno nella mia attività pubblica. È un cerchio che si chiude, un ritorno alle origini per onorare la memoria di chi mi ha preceduto."

Tra i vari comuni, Castronuovo di Sant'Andrea ha un'importanza particolare. Ci spiega il legame con questo borgo?

"Castronuovo è un luogo dell’anima. È il paese natale di mia nonna paterna. Una donna che purtroppo non ho mai conosciuto, poiché è venuta a mancare giovanissima, quando mio padre aveva soltanto due anni. Castronuovo e Roccanova sono divise da pochissimi chilometri, meno di dieci minuti d’auto, ma unite da una storia familiare comune. Vedere il simbolo dell'Italia dei Diritti correre in quelle strade è per me una commozione profonda. Per questo ho voluto lì una candidata di assoluto spessore come Maira Nacar."

Go to top