Le Interviste

di Daniela Minerva

Livia Turco alza il dito minacciosa, s'infiamma: chiede rigore e giura rigore. Lei è in campo per combattere la partita politica della sua vita: qui o si cambia la sanità o si muore. Perché una sanità equa è possibile, l'esperienza di molte regioni lo dimostra, e lei dichiara guerra a chi vede nei conti in rosso il segno che un sistema sanitario uguale per tutti non è sostenibile. Se Padoa-Schioppa vuole spendere meno, toccherà a lei fare in modo che non si tocchino i più deboli. Come? All'indomani del Dpf è chiaro soltanto che ai cittadini si chiede di 'partecipare' ai costi. Ancora ticket, insomma: sui ricoveri sotto forma di contributo alberghiero definito sulla base del reddito, e sull'uso improprio del pronto soccorso. E all'opinione pubblica il New Deal sanitario annunciato dalla Turco alle Camere comincia a odorare un po' di vecchio.

di Lorenzo Soria
L'insopportabile Allen. La divina Streep. I produttori squali. Il grande regista racconta trucchi e segreti della sua arte colloquio con Robert Altman
Quando era bambino, è andato a scuola dai gesuiti. Quando era teenager, scappava spesso di casa la notte per intrufolarsi nei locali della natia Kansas City, che avendo sfidato le leggi sul proibizionismo era diventata un magnete per gangster, prostitute, giocatori d'azzardo, musicisti jazz. Poi arrivò la guerra e Robert Altman divenne un pilota al comando di B-24 nel Borneo. "Un periodo molto eccitante", ricorda. Come accade spesso con gli uomini che lasciano un segno, ben poco nei primi anni di vita dell'autore di 'Nashville' suggerisce che si sarebbe fatto un nome. Ma Altman ha saputo rompere il tradizionale schema hollywoodiano di protagonista-antagonista per narrare invece diverse storie parallele con più personaggi che si sovrappongono. E così, armato delle sue multiple cineprese e del suo senso dell'assurdo, si è trasformato in uno dei più acuti cantastorie del suo paese, raccontando con naturalezza e irriverenza un'America fatta di sognatori e di sogni infranti, di truffatori e di visionari, di eccessi e di bizzarrie.

Dalle missioni aeree nel Pacifico, Altman passò per caso al cinema industriale, poi alla televisione, mettendosi a fare cose tipo 'Bonanza' e finendo per litigare con Hitchcock che lo aveva chiamato per lavorare nella serie 'Alfred Hitchcock presents'. "A parte il fatto che non mi piacevano i suoi film, perché sono troppo curati", ricorda, "un giorno ho detto che una sceneggiatura era brutta e che non intendevo dirigerla. Mi hanno risposto: 'Grazie mister Altman' e non mi hanno più chiamato". Già allora Altman era un ribelle, uno spirito indipendente. Agli occhi degli studios, un rompiballe, tanto che quando fece vedere 'M.A.S.H' per la prima volta, la Fox ebbe la tentazione di cestinarlo. "È il primo film americano a mettere apertamente in ridicolo Dio", scrisse scandalizzato il 'New York Times'. Ma fu un immediato successo. E negli anni a venire Altman realizzò una serie di film che sono entrati nella storia del cinema: 'I compari', 'Il lungo addio', 'California Poker' e quello che per molti resta il suo capolavoro, 'Nashville'.

di Stefania Rossini
La televisione. Gli sberleffi. Il governo. Ruini. E la psicoanalisi, l'amore, la voglia di maternità, la bimba russa in affido. Campionessa di comicità, Luciana Littizzetto si racconta
Luciana Littizzetto (foto da Lucianalittizzetto.it)
Vista da vicino, Luciana Littizzetto è una simpatica signora che potrebbe fare qualsiasi professione. Non c'è comicità istrionica in lei, come non ci sono quelle cadute malinconiche che il luogo comune sospetta sempre dietro il talento umoristico. Potrebbe essere un'architetta, per via del bell'appartamento sui tetti di Torino che ha ristrutturato e arredato con armonia. O una casalinga realizzata per via della mousse di fragole che ti mette in mano quando hai appena superato l'uscio di casa. Insomma, una come tante, nei toni e nei modi. Ma diventa la Littizzetto nelle zampate improvvise, quando l'intervista sentimentale che la chiama a riflettere su di sé, incontra il fatto o l'uomo giusto. Come, ad esempio, il cardinal Ruini, bersaglio sublime della sua rubrica nel programma 'Che tempo che fa' di Fabio Fazio.

È qui che ultimamente Luciana ha forse trovato il suo registro definitivo, aggiungendo alle scabrosità lessicali di sempre l'attenzione irsuta all'attualità politica e sociale. Ha così sommato pubblico nuovo a pubblici antichi, raggiungendo vette di share e di gradimento clamorosi.

È così, Littizzetto? RaiTre l'ha finalmente consacrata grande comica?
"E pensare che mi dicevo: se vai a RaiTre, sai dove vai, in un posto dove ti pagano poco e ti vedono meno".

Invece?
"Invece è scattato qualcosa. Fazio mi ha dato cittadinanza con il suo pubblico, io gli ho portato l'altra parte, quella che mai si sarebbe sintonizzata per vedere un'intervista a Padoa-Schioppa. Con tutto il rispetto per Padoa".

Prevenzione impossibile anche a causa dei pm. E pene più dure contro i ricambi falsi. Parla il presidente di Ansv
Bruno Franchi, docente di diritto aeronautico, è il presidente dell'Ansv, l'agenzia che indaga sugli incidenti e deve fornire le indicazioni tecniche per la prevenzione.

Quante sono le persone che si occupano di vigilare sulla sicurezza di voli e aeroporti?
"In questo momento all'Ansv, nell'area preposta all'attività investigativa e di studio a fini di prevenzione sono in sette, di cui quattro con contratti a termine: siamo sotto organico di quasi l'80 per cento. È una situazione veramente critica: peraltro, i nuovi limiti imposti dalla finanziaria 2006 ci hanno impedito di mantenere in servizio a tempo determinato alcuni investigatori di grande professionalità. Confidiamo che il nuovo governo ci consenta di completare rapidamente i nostri organici, nell'interesse della sicurezza del volo".

di Enrico PedemonteOgni bovino in Europa riceve 2 dollari in sussidi pubblici. Più del reddito individuale di metà della popolazione mondiale. La denuncia del Nobel. Colloquio con Joseph Stiglitz
Il premio Nobel per l'Economia Joseph Stiglitz
È meglio essere una mucca europea che un cittadino povero in un paese in via di sviluppo, sostiene Joseph Stiglitz, Nobel per l'economia.

Go to top